Il cammino delle nazionali sudamericane è ripreso non senza intoppi: tanti i problemi relativi alle convocazioni per questo triplo turno che ridarà i calciatori ai club a pochissimi giorni dal ritorno dei campionati. Si è comunque ripreso a giocare con un primo turno in cui la classifica si è mossa e ha messo in crisi alcune nazionali che si giocheranno i posti rimanenti per Qatar 2022.

Nonostante sia ancora presto per verdetti aritmetici, calcolando che il girone si disputa su un totale di 18 giornate e se ne sono disputate appena 7, sembrano ormai indirizzate le qualificazioni di Brasile e Argentina (avversarie questa sera) come prime due, mentre tutte le altre sono ancora costrette a giocarsi il posto.

La partenza sprint dell’Ecuador, non nuovo a grandi avvii e pessime conclusioni di percorso, mette in crisi anche nazionali di alto profilo come Uruguay, Cile e Colombia, che al momento si devono accodare alla Tricolor. Ma se per la Celeste la situazione appare comunque sotto controllo nonostante i quattro risultati consecutivi senza vittorie con un solo big match disputato, Cile e Colombia devono fare i conti con una classifica in cui rischiano di non esserci posti a sufficienza.

In Qatar ci andranno le prime quattro senza passare dagli spareggi, più la quinta che se la dovrà vedere con un’avversaria di un altro continente. E se l’Ecuador al contrario dello scorso Mondiale, dovesse resistere in quelle prime quattro posizioni, vorrebbe dire che tra Uruguay, Colombia e Cile una andrebbe diretta al Mondiale, una allo spareggio e l’altra rimarrebbe a casa. Tutto senza contare il Perù che per piazzamenti in Copa América e qualificazione all’ultimo Mondiale avrebbe anche maggiore diritto di parola rispetto a questa concorrenza, nonostante si abbia la concreta sensazione che i risultati ottenuti siano andati ben oltre il valore reale della rosa, anche grazie al manico di quello che probabilmente è il miglior CT del continente.

cile sudamericane
Imago via Onefootball

La nazionale più a rischio tra le sudamericane è il Cile, già fuori da Russia 2018: solo una vittoria nelle prime 7 partite e un rendimento deludentissimo in match sulla carta da non sbagliare come quello interno con la Bolivia pareggiato per 1-1 o la sconfitta in Venezuela. Il calendario gli mette in programma un match delicatissimo in Ecuador per questo turno, dove solo una vittoria potrà raddrizzare una classifica che al momento recita un’amarissima settima posizione, figlia di un buco nero generazionale che è stato la seconda metà degli anni ’90 dove di fatto non sono nati calciatori di dimensione internazionale.

La Colombia è invece in zona playoff e dovrà affrontare il Paraguay dopo essere uscita con un solo punto dalla trasferta trappola in Bolivia. La Cafetera è reduce da un bel podio in Copa América e sembra aver ritrovato i binari al contrario di Cile e Uruguay, ma chiaramente quella posizione di bilico è pericolosissima. la squadra segna tanto, ma subisce altrettanto e solo con una sequenza di risultati utili potrà togliersi di dosso la paura di mancare il pass mondiale dopo due qualificazioni consecutive.

L’Uruguay teoricamente sarebbe la garanzia di questo gruppone, attualmente in zona qualificazione ma comunque a pari punti con la Colombia, preceduta solo per differenza reti. In questo turno c’è in programma il match interno con la Bolivia, sulla carta il più facile in assoluto, che diventa più un obbligo che altro. La rosa è sicuramente stagionata, ma Tabarez può contare su tanti calciatori U25 di grande affidabilità che squadre come il Cile non hanno: dopo la deludente Copa América e la sfilza di risultati senza vittoria, per la Celeste è giunto il momento di ritrovare la via per rimettersi nell’élite delle sudamericane.