L’Olanda è una delle grandi del calcio mondiale, pur non avendo mai ottenuto l’alloro massimo, mentre a livello continentale è riuscita a togliersi una grande soddisfazione. In questo Europeo le attese sono molte per gli Oranje di De Boer e la partenza con successo contro l’Ucraina fa ben sperare per un torneo da protagonista. Il successo contro l’Austria vorrebbe dire qualificazione agli ottavi e continuare a coltivare il sogno di tornare in finale come in queste quattro circostanze.

OLANDA-GERMANIA OVEST 1-2 1974
Il Calcio totale era iniziato da qualche anno con il domino quadriennale di Feyenoord e Ajax sul calcio continentale, ma a spezzare il dominio olandese nei club erano stati i tedeschi del Bayern Monaco e i Mondiali 1974 sembravano fin da subito la resa dei conti tra queste due grandi scuole calcistiche. Le due squadre avrebbero dovuto affrontarsi nel secondo girone, ma la Germania Ovest perse clamorosamente contro i cugini dell’Est trovandosi così nell’altro raggruppamento e a Monaco di Baviera l’attesa era enorme. Pronti via e i ragazzi di Michels iniziarono a tessere la loro meravigliosa tela fatta di passaggi brevi e imprendibili, con Cruijff che dal nulla accelerò venendo atterrato in area da Berti Vogts e dal dischetto realizzò Johan Neeskens. Sembrava l’inizio di un trionfo, invece dopo pochi minuti Hölzenbein venne atterrato da Jansen provocando un altro calcio di rigore che venne trasformato da Breitner per l’1-1. A fine primo tempo Bonhof se ne andò alla grande sulla destra e crossò al centro per Gerd Müller che stoppò di esterno destro e girò da rapace dell’area di rigore in rete la palla del 2-1 che lasciò di sasso Jongbloed. La Germania Ovest aveva ribaltato il risultato e la delusione olandese fu enorme.

 

 

OLANDA-ARGENTINA 1-3 D.T.S. 1978
Quattro anni dopo l’Olanda tornò ancora una volta in finale per vedersela anche in questa circostanza contro la nazione ospitante del torneo, in questo caso l’Argentina. L’assenza di Johan Cruijff non si fece più di tanto sentire, il più famoso numero quattordici di sempre era infatti stato sfiduciato dopo il crollo a Euro 1976, 3 la nazionale arrivò ancora una volta all’ultimo atto. Non fu un cammino scintillante come quello del 1974, ma al Monumental di Buenos Aires c’era la voglia di cambiare il corso di una storia che sembrava già segnata e scritta in favore dell’Albiceleste. A sbloccare il risultato a fine primo tempo fu una straordinaria progressione di Kempes che entrò in area di rigore e in scivolata anticipò Jongbloed per l’1-0, ma gli Oranje non si diedero per vinti. Il colpo di testa di Nanninga portò al pareggio e a tempo quasi scaduto solo il palo negò a Rensenbrink la gol della vittoria. La grande occasione fallita mise al tappeto gli europei che nei supplementari crollarono grazie al tocco da pochi passi di Kempes e al destro di Bertoni per la prima storica volta dell’Argentina.

 

 

OLANDA-UNIONE SOVIETICA 2-0 1988
L’Olanda stava vivendo un momento d’oro della propria storia e dopo la vittoria in Coppa dei Campioni del Psv Eindhoven voleva dare seguito ai propri trionfi in quel magico 1988 anche nell’Europeo. Gli Oranje avevano in Ruud Gullit e Marco Van Basten le figure più importanti della squadra e fu soprattutto un ritrovato Cigno di Utrecht a trascinare la squadra, tornata sotto la guida di Rinus Michels, fino alla finale contro l’Unione Sovietica. Gli avversari venuti da est erano già stati fatali nella gara inaugurale del girone per i tulipani, ma Monaco di Baviera questa volta si tinse di arancione con due meravigliose reti per tempo. A sbloccare il risultato fu il devastante colpo di testa di Gullit che fece volare le sue treccine e batté Dasaev per l’1-0, ma il capolavoro arrivò nella ripresa. Da un cross dalla destra di Mühren, Van Basten si coordinò al volo di collo destro mettendo la palla sul secondo palo realizzando una traiettoria perfetta e meravigliosa tanto da far emozionare perfino il proprio allenatore. A completare la festa ci pensò anche il portiere Van Breukelen che parò il rigore di Belanov permettendo così all’Olanda di vincere il suo primo storico Europeo.

 

 

OLANDA-SPAGNA 0-1 D.T.S. 2010
Dopo trentadue lunghissimi anni l’Olanda tornava per la terza volta nella propria storia in finale di un Mondiale e come nel 1978 avrebbe dovuto affrontare una nazionale che anch’essa non aveva mai vinto titoli iridati. A Johannesburg ci sarebbe stata dunque la prima volta o degli Oranje o della Spagna e la tensione bloccò e non poco le due squadre. Il ritmo fu spesso spezzettato dai continui falli e interventi violenti, su tutti il calcio killer di De Jong su Xabi Alonso incredibilmente punito solamente col giallo, ma le occasioni migliori capitarono ai ragazzi di Van Gaal. Robben si involò verso la porta di Casillas e provò a beffarlo con un sinistro all’angolino che venne però parato dal portiere iberico che deviò la palla in calcio d’angolo con la punta del piede. Si andò ai supplementari e il nervosismo olandese portò all’espulsione di Heitinga e poco prima dei rigori Andrés Iniesta stoppò di petto e di collo destro incrociò sul secondo palo battendo Stekelenburg per l’1-0 che fu ancora una volta fatale per gli Oranje.