L’ultima italiana a scendere in campo questa sera per i sedicesimi di finale di Europa League sarà il Napoli di Rino Gattuso che dovrà affrontare l’insidiosa trasferta spagnola in casa del Granada. Gli Azzurri sono senza dubbio i grandi favoriti della serata, ma attenzione a non sottovalutare una squadra che probabilmente è già andata oltre le sue aspettative e che quindi potrà giocare serena e senza pressioni. Dopo la Real Sociedad i campani dovranno dunque disputare un’altra nuova trasferta spagnola che in passato li ha visti ottenere risultati alterni. Vediamo quindi come sono state le prime volte iberiche per il Ciuccio partenopeo.

REAL MADRID-NAPOLI 2-0 1987-88
La prima volta del Napoli in casa di una spagnola coincide anche col suo debutto in Coppa dei Campioni e il sorteggio non fu di certo tra i più benevoli. Gli Azzurri erano dunque costretti a dover affrontare il Real Madrid di Santillana e Butragueño e nell’esordio al Bernabéu le gambe tremarono e non poco. I Blancos dimostrarono una netta supremazia in campo grazie a una maggiore tranquillità ed esperienza internazionale e con un gol per tempo riuscirono a chiudere la pratica. Un rigore di Míchel e un autogol di De Napoli tolsero di fatto ogni possibilità a Maradona e compagni di passare il primo turno e infatti a nulla bastò l’1-1 del San Paolo. La prima Coppa dei Campioni di sempre era stata davvero breve e deludente.

 

VALENCIA-NAPOLI 1-5 1992-93
Diego Armando Maradona era ormai diventato un ricordo e gli Azzurri non erano più un undici in grado di poter far paura alle grandi d’Italia e d’Europa. Nella Coppa Uefa 1992-93 però ci fu una notte da incorniciare e nel settembre del 1992 il Napoli riuscì a umiliare a domicilio il Valencia. I Pipistrelli erano una squadra nuova nel palcoscenico continentale e c’era molta curiosità nel dover affrontare i ragazzi di Guus Hiddinik. Agli spagnoli però tremarono le gambe e il grande protagonista fu Daniel Fonseca che riuscì a realizzare tutti e cinque le reti partenopee. Fu un trionfo, nonostante a inizio ripresa Roberto riuscì a trovare il gol del momentaneo 1-1, e Ranieri diede una lezione di calcio al suo collega olandese. La gara di ritorno fu una semplice formalità con l’1-0 firmato ancora una volta da Daniel Fonseca.

 

VILLAREAL-NAPOLI 0-2 2011-12
Il Napoli tornava nella massima competizione internazionale per la prima volta dopo vent’anni ed era la prima volta che si affacciava al nuovo format della Champions League. Inserito in un girone di ferro con Bayern Monaco, Manchester City e Villareal riuscì a compiere un’impresa straordinaria e l’ultima partita del girone era decisiva. Al Madrigal il Sottomarino Giallo era già eliminato da tutto, ma ai ragazzi di Mazzarri serviva una vittoria per lasciarsi definitivamente alle spalle gli inglesi e nella città della Comunidad Valenciana si concretizzò una serata da sogno. Dopo un primo tempo contratto, con lo 0-0 che non voleva sbloccarsi, ecco arrivare il meraviglioso sinistro da fuori area di Inler per lo 0-1 e poco dopo la firma decisiva è di Marek Hamšík che permise di far scattare una festa meravigliosa.

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ATHELTIC BILBAO-NAPOLI 3-1 2014-15
Se a Vila-Real era arrivata una delle più belle notti della storia europea del Napoli, a Bilbao probabilmente arrivò una delle peggiori. I preliminari di Champions non riservarono certamente un sorteggio benevolo agli Azzurri con i baschi che rappresentavano il peggior avversario possibile e già nell’andata al San Paolo la situazione si complicò. L’1-1 finale non poteva certamente essere visto come un risultato soddisfacente e al San Mamés sarebbe servita una partita indimenticabile. Il rammarico aumenta ancora di più al solo pensiero di come era iniziato il secondo con Marek Hamšík autore dello 0-1 che annullava il gol in trasferta spagnolo e che permetteva agli Azzurri di poter controllare in situazione di vantaggio la ripresa, ma da quel momento tutto precipitò. In soli tredici minuti l’Atheltic realizzò tre reti, due con Aduríz e una con Gómez per un 3-1 che condannava così gli uomini di Benítez a doversi accontentare dell’Europa League.

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BARCELLONA-NAPOLI 3-1 2019-20
Barcellona e Napoli hanno in comune il mare, il sole, un fortissimo senso identitario del proprio territorio e soprattutto hanno in comune Diego Armando Maradona, portato in Europa dai catalani e fatto diventare grande dai campani. Il primo scontro diretto è però arrivato molto tardi, soltanto nella passata Champions League e tra le due sfide sono trascorsi ben sei mesi. Al San Paolo gli Azzurri giocarono a febbraio una partita straordinaria, terminata solo 1-1 ma a causa della pandemia legata al Coronavirus il ritorno si disputò solo ad agosto. In un Camp Nou deserto brillò la stella luminosa di Lionel Messi che divenne imprendibile per i difensori partenopei. Fu proprio dell’argentino il gol della serata con un sinistro a giro sul secondo palo che chiuse i conti, dopo il vantaggio di Lenglet, e a fine primo tempo il rigore di Suárez chiuse i conti. A nulla servì il tiro dagli undici metri di Insigne perché il 3-1 decretò la fine dei sogni di gloria del Napoli.

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