Termina senza reti la sfida di Elland Road tra Leeds e Arsenal; i Gunners rimasti in dieci per tutta la ripresa per l’espulsione di Pepè, hanno resistito agli assalti dei padroni di casa. Il pareggio odierno consente alla formazione di Arteta di mantenere due lunghezze di vantaggio in classifica sui Whites (13-11).

Un pareggio che molto probabilmente non accontenta entrambe le squadre, reduci da due sconfitte piuttosto pesanti, e quindi desiderose di rimettersi subito in marcia. Certo, i padroni di casa escono dal campo con il rammarico maggiore avendo giocato praticamente un tempo con un uomo in più, ma soprattutto per aver visto ben tre occasioni nitide, finite sui legni della porta difesa da Leno. Bamford, Rodrigo e Rapinha, hanno dovuto trattenere l’urlo in gola, imprecando contro la sfortuna, visto che oltretutto, le loro conclusioni sembravano aver lasciato poche speranze all’estremo difensore dell’Arsenal. Un periodo poco felice per il Leeds, senza vittoria dal 23 ottobre scorso in Premier League, e da due partite a Elland Road. Un vistoso calo di rendimento dopo un inizio entusiasmante, un calo già visto anche in Championship sotto la gestione Bielsa, peraltro. La prestazione di oggi non è comunque da buttare, e tutto sommato essere tornati a muovere la classifica può rivelarsi un fatto positivo e incoraggiante per pensare ai prossimi impegni con fiducia.

L’Arsenal, dopo la batosta casalinga contro l’Aston Villa, porta a casa un punto utile, ma che non può certamente accontentare Arteta. L’evitabile espulsione di Pepè ha di sicuro condizionato tutta la partita, ma anche nella prima frazione, i Gunners non avevano offerto una prestazione memorabile. I tanti alti e bassi sembrano ormai accompagnare Aubameyang e compagni che continuano a dimostrare di essere un cantiere aperto con poche certezze, al momento. Tra queste, il difensore brasiliano Gabriel che si è inserito subito alla perfezione nell’ambiente Arsenal, ma soprattutto si è ambientato velocemente in Premier, risultando quasi sempre il migliore dei suoi. Un tassello importante che non può bastare per permettere a questi Gunners di fare il famoso salto di qualità.