È Xherdan Shaqiri l’uomo della gloria per la Svizzera che ribalta il risultato nel finale contro una Serbia che è arrivata stanca negli ultimi minuti regalando un contropiede d’oro per il fantasista dello Stoke City.
I piedi raffinati e la classe del 27enne nato a Gjilan, in Kosovo, sono spesso stati frenati da un rendimento scostante che ne ha limitato la carriera. Gli esordi a Basilea avevano fatto sperare per un grande futuro e il debutto in prima squadra avvenne a soli 18 anni. Si mise in luce subito trovando due gol nella sua prima campagna europea in Europa League e segnando l’anno dopo contro la Roma in Champions League. Dopo tre anni di trionfi nel campionato svizzero fu il Bayern Monaco ad accaparrarsi le prestazioni del giovane “Shaq” che sfruttò appieno il primo periodo bavarese grazie anche agli infortuni di Frank Ribéry. Jupp Heynckes non perse occasione per tesserne le lodi definendolo il dodicesimo titolare della squadra e a fine stagione arriverà anche il successo in Champions League. Nel successivo anno e mezzo in Germania però le cose si complicarono e con Guardiola non scattò mai la scintilla fino all’inevitabile cessione all’Inter. In nerazzurro ci furono però più ombre che luci in una squadra che concluse l’anno con un mesto ottavo posto. Tante furono le critiche per l’allora numero 91, forse alcune anche ingenerose, ma l’avventura italiana, dopo soli sei mesi, era già giunta al termine.
La chiamata arrivò dall’Inghilterra ma solo nel modesto Stoke City, dove per tre anni continuò la sua parabola discendente culminata con la retrocessione dei “Potters” nell’ultima stagione in Championship.
Per fortuna però in questi anni c’è stata la Svizzera con la quale ha vissuto momenti esaltanti a livello personale. A Brasile 2014 riuscì a mettere a segno una straordinaria tripletta nel girone contro l’Honduras che permise agli elvetici di qualificarsi per gli ottavi, mentre a Euro 2016 realizzò contro la Polonia una rete pazzesca con una sforbiciata dal limite dell’area.
E con la rete di stasera aggiunge un altro tassello alla sua avventura in nazionale e chissà che qualche squadra dei vari campionati maggiori non possa dargli un’altra opportunità.