Si poteva pensare che la lunga pausa del calcio argentino per via del coronavirus potesse fare una sorta di selezione sui calciatori più in là con gli anni. Di fatto non si è giocato per più di sette mesi, in particolare per le squadre che non hanno disputato la Copa Libertadores, rientrata già a settembre, ma come al solito ogni ragionamento logico in Sudamerica viene ribaltato. Perché se in queste settimane ci eravamo abituati bene con un Carlos Tévez tornato al massimo della forma, a sorprendere è l’incredibile prestazione del Pepe Sand nella vittoria di Copa Sudamericana del suo Lanús contro il San Paolo.

Era una delle partite più belle del programma, ma la differenza di condizione poteva rappresentare un fattore. Perché i brasiliani, pur giocando in trasferta, si presentavano con credenziali decisamente superiori, dovute sia allo status di una squadra che avrebbe potuto fare meglio del terzo posto nel girone di Copa Libertadores, sia al maggiore feeling con il campo dovuto a un ritmo gara di ormai quasi due mesi. Il Lanús invece non giocava una partita ufficiale dal 16 marzo scorso, in quella Copa de la Superliga iniziata e mai portata a termine, un KO con l’Argentinos Juniors che non ha fatto danni visto che il torneo è stato poi annullato.

E immaginarsi che in un contesto simile, tra difficoltà fisiche e un avversario di ottimo livello, a risultare decisivo fosse uno come il Pepe Sand che le 40 candeline le ha spente nel luglio scorso, è qualcosa di incredibile. Ma il suo rapporto col Granate è così vivo, intenso e sentito che va al di là dell’età, e per questo alla fine in una gara bellissima terminata con un 3-2 deciso negli ultimissimi secondi, le prime due reti portano la sua firma.

Facile la prima da pochi passi, strepitosa la seconda in coordinazione da posizione complicatissima spalle alla porta. Centravanti vero, da sempre, capace di incidere nelle partite più di qualunque altro nella storia di questo club. Anche perché ai gol ci ha aggiunto anche la generosità, la voglia di andare a fare pressione, di aiutare la squadra e di non sentire quello che gli anni dovrebbero far pagare. La vittoria è pesantissima: porta la firma doppia sua e quella di Quignón al 90′, per mettere quantomeno un gol di gap in vista della gara di ritorno, dove al Morumbi il San Paolo avrà certamente l’opportunità di ribaltare la situazione.  Ma avrà bisogno della strigliata e dell’esperienza dei veterani, come Dani Alves ad esempio, perché nella partita della Fortaleza chi ha fatto la differenza è stato un quarantenne, l’eterno Pepe Sand.