Lezioni di difesa: Pochettino docet

In quell’agglomerato di confusione chiamato Premier League, c’è una realtà che, piano piano, si sta prendendo tutte le copertine: il Tottenham di Pochettino. Gli Spurs sembrano essersi lasciati finalmente alle spalle l’era Bale ed essere pronti a tornare a disputare la Champions League che proprio il gallese aveva reso grande (Maicon ricorderà qualcosa).

Ci sono molte differenze tra le due squadre, la più grande è però sotto gli occhi di tutti: il Tottenham è la miglior difesa del campionato con 16 reti subite (in 20 sfide). La squadra di Pochettino non ha mai visto la propria rete gonfiarsi più di 2 volte in un singolo incontro, sintomo di un reparto arretrato molto solido che vede la propria guida spirituale nel portiere francese, Hugo Lloris. Non importa il modulo di gioco: si possono alternare 4-2-3-1 e 3-4-2-1, il risultato è lo stesso. Con la linea difensiva composta da quattro uomini, i Lillywhites puntano molto sulla fisicità e dinamicità dei due terzini, Walker e Davies con due mediani (Dier e Alli) pronti ad aiutare la retroguardia in fase di non possesso; quando si gioca a 3 dietro, invece, Dier scala al centro della difesa pronto ad impostare la manovra partendo palla a terra da lontano, in questo modulo i terzini diventano fluidificanti (Trippier e Rose) e Pochettino può schierare un giocatore più offensivo nel cerchio di centrocampo (Dembelè). La fase difensiva è dunque costruita su un sacrificarsi reciproco ed un grande senso di appartenenza, accentuato dalla compattezza del gruppo.

Nella fase offensiva, al contrario, la rigorosità lascia spazio alla fantasia del danese Eriksen ed all’imprevedibilità di Lamela che, mai come quest’anno, sembra aver trovato la propria dimensione in Premier League. Chi è il finalizzatore? Neanche a dirlo, Harry Kane il quale dopo un avvio incerto si trova già a quota 11 centri nella classifica marcatori (comandata da Lukaku e Vardy, a 15 gol). E’ quanto mai efficace negli spazi l’attacco del Tottenham, con il nazionale inglese a giocare di sponda verso Eriksen o Lamela (senza dimenticare Son) che, a loro volta, la scaricheranno ad un uomo meglio posizionato che spesso è lo stesso Kane, subito pronto a ripartire dopo aver servito i compagni. La squadra 2.0 di Pochettino è molto bella da vedere: compatti e solidi dietro, fantasiosi ed imprevedibili davanti, legati da un obiettivo comune: la Champions League. Ci riusciranno? Sarà il tempo a dircelo ma a White Hart Lane i tifosi non erano così felici da quando Modric e Bale illuminavano la scena, qualcosa vorrà pur dire …

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