Un Clásico così sui generis probabilmente non lo abbiamo mai vissuto: Real Madrid contro Barcellona, di nuovo faccia a faccia ma in un contesto davvero difficile da decifrare. Non siamo in Liga, ma in Supercoppa di Spagna, e fin qui non dovrebbe essere chissà quale sorpresa, ma il momento in cui arriva l’ennesimo faccia a faccia delle due grandi del calcio spagnolo dà a questa sfida un sapore insolito.

Mai come questa volta il Real Madrid è la super favorita: dopo la partenza a rilento con il KO contro il Getafe lo scorso 2 gennaio Ancelotti ha rimesso subito in riga la squadra, capace di andare a segnare 4 gol al Valencia e ridando così le sensazioni positive di fine 2021 dove i Blancos avevano già tentato la fuga in campionato. Dall’altra parte un Barcellona in piena fase di ricostruzione non si è ancora testato nei big match sotto la gestione Xavi e l’impressione è quella che arrivi in versione studente impreparato con la missione di andarsene via con il poco che si possa ottenere.

Però sarà una partita da dentro o fuori, solo andata e in campo neutro in Arabia Saudita, lungo viaggio infrasettimanale che può essere causa di qualche sorpresa. La storia di questo match non può essere sottovalutata, soprattutto nelle reazioni emotive agli episodi che lo caratterizzeranno ed è qui che il Barcellona cercherà forze che in ambito tecnico non sembrano esserci, almeno contro avversari di questa caratura. I rientri last minute di Ansu Fati, Ferrán e Pedri sono ossigeno per una squadra ancora lontana dall’amalgama e che non viene considerata dall’opinione pubblica spagnola un reale pericolo per una big lanciata come il Real.

D’altronde come pensarla diversamente: Ancelotti dispone di un attacco tra i migliori al mondo, con Benzema e Vinícius (rientrato dal Covid) autori fin qui di una stagione d’autore, che dovranno essere fermati da un reparto difensivo che ancora non ha capito su quali titolari affidarsi. Una sorta di sensazione di Davide contro Golia che fa molto strano per un Clásico, ma che può significare tanto per la stagione di entrambe.

È chiaro che chi ha più da guadagnare è il Barcellona, bisognoso di trovare un successo in questi tornei minori per non chiudere per la seconda volta in tre anni senza neanche una coppa, e soprattutto per darsi la carica per affrontare il finale di stagione con un altro piglio. Battere questo Real significherebbe dare una scossa importante a questa annata dopo aver chiuso il primo colpo di mercato con l’arrivo di Ferrán.

Il Real però ha un’occasione unica per mandare un messaggio di dominio sul calcio nazionale, quello di portarsi a casa anche il primo trofeo della stagione dopo aver fatto il vuoto in classifica su Barcellona e Atlético, in una fuga in cui l’unica squadra che non ha ancora mollato è il Siviglia (potenzialmente a -2). E se il Clásico in queste settimane è stato principalmente sul mercato, con il sogno di vedere il prossimo anno Mbappé contro Haland, adesso c’è l’occasione di vederlo sul campo in una gara di Supercoppa in cui chi è perde è fuori. Dall’atmosfera strana, inedita, ma pur sempre quella della sfida tra club più grande al mondo.