Con quel nome, il titolo dell’articolo è presto fatto. Il gioco di parole servì anche alla stampa greca, nel gennaio 2016, per annunciare con un immaginifico riferimento omerico il ritorno di Odysseas Vlachodimos in Grecia, la sua Itaca («Ο Οδυσσέας Bλαχοδήμος στη νέα του… Ιθάκη»). Atene, per Odysseas, era un miraggio. Anni prima, l’Olympiakos volle acquistarlo ma lo Stoccarda s’oppose ritenendolo un talento prezioso fino al 2016 quando, contrariamente, Jürgen Kramny non ripose più fiducia in lui: Jens Lehmann convinse Wenger a offrire un milione, rifiutato. Poi, il 26 gennaio 2016, invece, sotto l’insistenza di Stramaccioni, il Panathinaikos acquistò Vlachodimos promettendo al club tedesco un 30% su una futura rivendita. Nella stessa sessione, in biancoverde si trasferì pure Panagiotis, attaccante ex Olympiakos, fratello di Odysseas assieme a cui avrebbe giocato un anno e mezzo.

Odysseas Vlachodimos, nato in Germania nel 1994 da genitori greci, a 7 anni entrò nelle giovanili dello Stoccarda. Nel 2012 firmò il primo contratto triennale, prima della cui scadenza – nel 2014 – rinnovò fino al 2017. Aggregato alla squadra B, incassò 96 reti in 68 presenze ma nel 2015, quando partirono i due portieri Urlich e Kirschbaum, sembrò arrivato il suo momento. Esordì alla 3° giornata, con Przemysław Tytoń espulso per aver provocato un rigore: Odysseas non lo parò, lo Stoccarda perse 1-4 contro l’Eintracht di Castaignos. Titolare nella gara successiva (sconfitta per 2-1 in casa dell’Hertha all’Olympiastadion), tornò in panchina e fu ripescato alla 13° giornata, una sconfitta 0-4 dinanzi l’Augsburg. Di lì, emarginato e sfiduciato, passò al Panathinaikos.

Odysseas Vlachodimos

Fonte: GETTY Images

C’è poi un secondo riferimento omerico nella vita di Odysseas Vlachodimos, ed è l’Odissea della sua convocazione in nazionale. Collezionò infatti 47 presenze tra Under15 e Under21 tedesche, una sola però con l’Under 21 con cui partecipò da spettatore non pagante alla spedizione campionessa d’Europa in Polonia nel 2017. A quel punto Odysseas rimase folgorato: «Ho iniziato a giocare con la Germania a 14 anni, non ero l’unico straniero. Mi sentivo bene, ho vinto l’Europeo, ma mi piacerebbe giocare per la nazionale greca. In fondo, sono greco, vivo in Grecia, ho completato il servizio militare greco (obbligatorio, nda) e voglio giocare per loro, se mi dovessero chiamare. Quando la Germania giocò a Cipro, ascoltare il nostro inno nazionale dalla parte opposta fu strano (l’inno è comune a Grecia e Cipro, nda). Credo poi che i miei genitori, oltre che mio nonno, sarebbero più felici se giocassi con la Grecia».

A quel punto Odysseas entrò in un intrigo internazionale. Nell’ottobre 2017, Vlachodimos aveva firmato un contratto col Benfica (400mila euro annui a lui, il 15% di una futura rivendita e 2 milioni alle disastrate casse del Panathinaikos, devoluti al pagamento di una parte degli stipendi arretrati). Odysseas non si trasferì a Lisbona nel gennaio successivo, ma finì la stagione ad Atene in gran stile (12 gare da imbattuto su 25: in totale, 30 reti subite in 46 presenze in due campionati). Il 16 maggio 2018 invitò la squadra e mister Ouzounidis a cena, a luglio arrivò al Benfica, relegò Svilar in panchina e Bruno Varela fuori dal progetto. Fino all’ottobre 2018, quando dovette scegliere.

Odysseas Vlachodimos

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Avendo come detto giocato in tutte le giovanili tedesche, l’EPO, Federcalcio ateniese, chiese i permessi a FIFA e UEFA. Rimase un mistero come mai avessero atteso 24 anni prima di espletare la naturalizzazione, in virtù soprattutto dell’ottima performance al Panathinaikos. Michael Skibbe inizialmente scelse Karnezis, Barkas e Paschalakis ma le prestazioni di Odysseas obbligarono una riflessione. Skibbe prese posizione: «Non avrebbe problemi a giocare con la Grecia». Löw inviò un emissario ad Atene per provare a condizionare la scelta di Vlachodimos che invece inviò una lettera all’EPO manifestando la sua volontà. Il 15 novembre 2018, all’OAKA, la Grecia batté 1-0 la Finlandia e Odysseas realizzò il suo sogno fatto di esordio e inno greco cantato: «Non è stata una decisione difficile».

Per un desiderio realizzato, uno resta inespresso: la Bundesliga. Nel novembre 2018, Dortmund e Schalke 04 si fermarono davanti ai 60 milioni di clausola. Recentemente, a Ajax, Inter e Napoli, oltre al Newcastle fresco di nuova proprietà, il Benfica ha chiesto 20 milioni, incurante del fatto che nell’anno 2019 nessun portiere fosse come Vlachodimos: con 21 clean sheets su 49 gare e una percentuale di interventi riusciti dell’86.1%, di fatto, per segnare al greco servivano in media 7.2 conclusioni in porta (5.4 a Keylor Navas e Alisson, per dirne una). E chissà che sarebbe successo se, nel luglio 2019, Mattia Perin avesse superato le visite mediche al Benfica. Su Odysseas non era riposta troppa fiducia, lo juventino saltò e ad agosto, mese successivo, Odysseas rinnovò il contratto fino al 2024: l’inizio di un’altra avventura.