Un finale coerente con tutto il corso della stagione: il campionato brasiliano di quest’anno è stato all’insegna dell’irregolarità e dei colpi di scena, senza alcuna dominatrice e con il pronostico incerto fino all’ultimo secondo dell’edizione. Ha vinto il Flamengo, come si poteva pensare dopo il successo nell’ultimo turno che gli ha permesso di scavalcare l’Internacional, ma i brividi non sono mancati.

Intrecci del destino in un torneo che non ha dato nulla per scontato: l’ultimo ostacolo sul cammino rubronegro era il San Paolo, unico amore della carriera da calciatore di Rogério Ceni, oggi allenatore sulla panchina del Fla. Ci si poteva aspettare un esito scontato, vista anche la situazione tranquilla di classifica del Tricolor, e invece il Flamengo ha perso la partita. In svantaggio all’intervallo e poi di nuovo al quarto d’ora della ripresa dopo il momentaneo pari di Bruno Henrique, compreso che non era la giornata giusta per vincere, le orecchie sono andate tutte a Porto Alegre, nella speranza che l’Internacional non vincesse la partita.

E così è stato: all’Inter di Abel Braga sarebbe bastato a quel punto vincere la partita contro il Corinthians per effettuare un contro-sorpasso sul Fla e riprendersi all’ultima giornata il campionato che pensava di meritare, ma nonostante gli sforzi la partita è terminata sullo 0-0 e il titolo è rimasto a Rio. Una Rio però divisa in due facce: una sorridente, quella del Fla-Flu, che festeggia da una parte il secondo titolo consecutivo (cosa che non accadeva dal biennio 82-83) e dall’altra il ritorno in Copa Libertadores, che in caso di vittoria del Palmeiras della Copa Libertadores sarebbe anche direttamente dalla fase a gironi.

L’altra faccia di Rio invece è un lutto cittadino: il Botafogo aveva salutato da tempo la Série A, mentre il Vasco si è arreso all’ultima giornata. Non è bastato vincere per evitare la retrocessione perché a parità di punti si è salvato il Fortaleza, e quindi il campionato brasiliano in un colpo solo ha perso due big della capitale carioca, senza recuperare il Cruzeiro che non è riuscito a recuperare la categoria dopo la retrocessione dello scorso anno.

E si chiude così con questo finale thriller il Brasileirão di quest’anno, avvincente e contorto come non mai. L’emblema di tutto ciò è proprio il titolo del Flamengo, l’esatto contrario di una conferma convincente: una squadra che ha avuto in panchina tre allenatori differenti e che ha avuto il solo merito di non staccarsi troppo nei momenti di difficoltà. Le crisi infatti sono arrivate, peraltro anche in più fasi della stagione, ma nell’ultima parte della stagione il cammino pur non avendo medie particolarmente esaltanti sia sul piano dei punti che delle prestazioni, ha avuto un andamento abbastanza regolare che ha consentito di superare le crollate San Paolo e Atlético Mineiro prima e l’Internacional nello scontro diretto dell’ultimo weekend.

Prima di dare spazio ai campionati statali ci sarà la finale di Copa do Brasil tra Palmeiras e Grêmio che assegnerà l’ultimo titolo della passata stagione: una chiusura di grande livello considerando anche che per la squadra di Renato Portaluppi c’è in palio oltre al titolo in sé anche la qualificazione alla Copa Libertadores senza passare dai preliminari.