Nella giornata di ieri si è giocata la finale del torneo olimpico di calcio; all’International Stadium di Yokohama si sono affrontate Brasile e Spagna, le due favorite per la conquista della medaglia d’oro. Alla fine è stata la Seleção a vincere il metallo più prezioso, bissando il successo di cinque anni fa a Rio. I ragazzi di Jardine sono arrivati a questo appuntamento con più energie fisiche e mentali a differenza di una nazionale, la Roja, che presentava alcuni elementi con la bombola dell’ossigeno vuota a causa dei numerosi impegni disputati durante la stagione. A decidere la gara è stato il gol di Malcom ad inizio secondo tempo supplementare; una rete fondamentale sia per il Brasile sia per il futuro del giocatore.

Malcom, ripartire da questa olimpiade

La carriera di Malcom è stata, per forza di cose, segnata dalla scelta nell’estate 2018 quando all’ultimo istante rifiutò la Roma per andare al Barcellona. Una decisione non proprio fortunata considerando l’esperienza, per nulla felice, in maglia Blaugrana; una piccola svolta è arrivata due anni fa grazie allo Zenit. In Russia ha vinto due campionati (gioca comunque nella squadra più forte) senza brillare particolarmente; il periodo migliore è stato nel post lockdown quando è riuscito a mostrare le proprie qualità. Giocatore in grado di ricoprire tutti i ruoli dell’attacco anche se preferisce partire da destra per poter convergere sul suo piede forte, il sinistro. Ha nell’uno contro uno la sua qualità migliore riuscendo a saltare, con estrema facilità, il suo diretto avversario. Il difetto principale è la poca continuità all’interno della partita; Malcom tende spesso ad isolarsi risultando un corpo estraneo.

Ieri, però, ha deciso di prendersi la scena nella gara più importante; entrato ad inizio supplementari ha cambiato il volto della partita con un gol in cui ha messo sul campo buona parte del suo repertorio: velocità (con cui ha letteralmente bruciato Vallejo) e freddezza davanti al portiere. Una rete che porta l’oro olimpico al Brasile e da cui ripartire per una carriera che ha ancora possibilità di svoltare.