Martial non basta: lo United pareggia con il Wolverhampton

Il monday night della seconda giornata di Premier League metteva di fronte Wolverhampton e Manchester United; Cutrone e compagni, a pochi giorni dalla sfida con il Torino, cercavano la prima vittoria in campionato mentre i Red Devils volevano l’aggancio a Liverpool e Arsenal in testa alla classifica. Una gara dai due volti con gli Wolves meglio nella ripresa quando l’ingresso di Traore ha dato più imprevedibilità al reparto offensivo; Solskjaer, invece, riceve conferme (positive e negative) da Martial e Pogba.

Wolverhampton: il Torino prende appunti

Il Torino avrà guardato con interesse la gara del Wolverhampton; i ragazzi di Espirito Santo, in campo ogni tre giorni per via dei preliminari di Europa League, sono usciti nella ripresa grazie alla qualità del reparto offensivo. Una squadra straripante in campo aperto ma con dei punti deboli da sfruttare; oggi si è visto come la difesa fatichi nel seguire il costante movimento delle punte avversarie (Zaza non è Martial ma può mettere in difficoltà il reparto arretrato degli Wolves).  Il club, inoltre, soffre quando viene aggredito e la difesa è costretta a scavalcare il centrocampo. I granata dovranno fare attenzione alle ripartenze, vera e propria arma in più del Wolverhampton. Una squadra complicata da affrontare il Torino, nel doppio confronto, può uscire vincitore.

Martial fa cinquanta ma Pogba rovina tutto

La cessione di Lukaku ha responsabilizzato Martial; l’attaccante francese, in queste prime due giornate, non sta facendo rimpiangere la punta belga. Due goal (quello di stasera di pregevole fattura) e il traguardo delle cinquanta reti raggiunte con la maglia dei Red Devils. Lo United ha deciso di non intervenire per rinforzare il reparto offensivo; forse non è stata una scelta del tutto sbagliata. L’errore, invece, lo ha commesso Solskjaer nel designare come rigorista Pogba; il centrocampista, non proprio contento di essere rimasto ad Old Trafford, ha sbagliato il quarto rigore su undici calciati in Premier. Vista la situazione psicologica del francese sarebbe stato meglio far andare dagli undici metri Rashford già a segno con il Chelsea.

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