È stato uno dei migliori centravanti della sua generazione, capace di trasformare in oro qualsiasi pallone in area di rigore e facendosi apprezzare per quella sua irrefrenabile grinta mostrata sempre in campo. Pochi giocatori sono stati amati dai tifosi quanto lo è stato Alan Shearer, una vera propria icona del calcio inglese negli anni ’90 che ha saputo realizzare imprese straordinarie diventando un simbolo della nazionale dei Tre Leoni.
Nato a Newcastle nel 1970 iniziò dall’altra parte della nazione, perché a soli sedici anni venne chiamato nelle giovanili del Southampton e non ancora diciottenne fu in grado di segnare già la sua prima tripletta in campionato addirittura contro l’Arsenal. Nonostante i suoi grandi inizi veniva considerato un attaccante molto bravo in area di rigore, ma dotato di una scarsa tecnica e a ventidue anni venne così acquistato dal Blackburn dove visse gli anni migliori della propria vita riuscendo a superare i trenta gol addirittura per tre annate consecutive e soprattutto nel 1995 vinse uno storico e indimenticabile titolo di campione d’Inghilterra, impresa che ai Rovers mancava da ben ottantun’anni. A quel punto ebbe la possibilità di giocare nelle migliori squadre della nazione ma nel 1996 provò a compiere un’altra memorabile impresa con la squadra della sua città, quel Newcastle che però dilapidò nel girone di ritorno un grande vantaggio accumulato nella prima parte di stagione. Un grave infortunio alla caviglia ne limitò il rendimento e il minutaggio, ma rimase fedele ai Magpies fino al 2006 quando annunciò definitivamente il proprio ritiro.

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Inizialmente il suo rapporto con la nazionale inglese fu abbastanza travagliato, ma riuscì a far parte del gruppo dei convocati già per l’Europeo del 1992 anche se il tecnico Graham Taylor lo schierò solo nello 0-0 contro la Francia. Dopo la delusione per la clamorosa non qualificazione al Mondiale negli Stati Uniti nel 1994 l’Inghilterra aveva grande voglia di rivalsa nel 1996 quando per la prima volta nella sua storia ospitò un Europeo, secondo grande torneo dopo i Mondiali trionfali di trent’anni prima. Shearer questa volta non era più un giovane che stava ben figurando ma era diventato il numero nove e punto centrale della squadra e il ragazzo del nord dimostrò immediatamente le sue immense qualità da cannoniere. Nella partita d’esordio contro la Svizzera fu lui a sbloccare il risultato con un micidiale destro che piegò le mani al portiere Pascolo dopo una grande imbeccata in verticale da parte di Paul Ince. Il debutto in un grande torneo internazionale era dunque stato bagnato nel migliore dei modi con una rete, ma non era che l’inizio. Nel difficile e sentitissimo derby britannico contro la Scozia sbloccò il risultato a inizio ripresa quando un suo perfetto colpo di testa finì in rete su preciso cross di Gary Neville, prima che Gascoigne realizzasse un vero e proprio capolavoro. La terza partita del girone era indubbiamente quella più impegnativa e contro l’Olanda era fondamentale una vittoria per strappare il primo posto nel girone e ancora una volta fu Alan il mattatore dell’incontro. Il suo calcio di rigore fu forte e preciso all’angolino per l’1-0 che mise subito in discesa la partita e nella ripresa segnò il 3-0 che stese definitivamente gli Oranje concludendo una delle più belle azioni del torneo. Gascoigne fu imprendibile sulla sinistra e diede una gran palla a Sheringham che fintò la conclusione servendo il suo compagno di reparto che colpì di collo esterno destro battendo così ancora una volta Van der Sar. Nei quarti di finale lo 0-0 con la Spagna si trascinò fino ai calci di rigore e Shearer sbloccò la serie prima degli errori decisivi di Hierro e Nadal permettendo così di volare in semifinale contro la Germania. Dopo soli tre minuti si incuneò nella difesa del Mannschaft da calcio d’angolo e da grande ariete anticipò tutti trafiggendo Köpke per l’1-0, ma i tiri dagli undici metri questa volta furono fatali. Il numero nove segnò ancora la dagli undici metri ma l’errore di Southgate fu fatale.

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La delusione alla fine di quel torneo era enorme e al Mondiale in Francia la nazionale non andò oltre gli ottavi di finale con Shearer che era rientrato al termine del suo più grave infortunio. Volle comunque far parte anche della spedizione in Olanda e Belgio del 2000, ma fu uno dei pochi a salvare la faccia. Nell’esordio contro il Portogallo l’Inghilterra dilapidò un doppio vantaggio prima di perdere incredibilmente per 3-2 e a quel punto diventava decisiva ancora una volta la sfida con la Germania. Kahn divenne un vero e proprio incubo per i suoi avversari compiendo interventi strepitosi, ma a inizio secondo tempo la difesa teutonica fu ancora una volta disastrosa e questa volta non poté intervenire nemmeno il grande numero uno. Beckham calciò un’insidiosa punizione dalla trequarti e la dormita generale della retroguardia del Mannschaft permise a Shearer di colpire in tuffo di testa mettendo la palla sul secondo palo per l’1-0 che valse tre punti apparentemente d’oro. La terza gara del girone contro la Romania vedeva gli inglesi avere due risultati su tre per passare il turno, ma la squadra dell’est mise subito in difficoltà i più quotati rivali e andarono in vantaggio con Chiviu. A fine primo tempo i Tre Leoni beneficiarono di un calcio di rigore e dal dischetto il numero nove si presentò come al solito freddo e glaciale spiazzando Stelea con un destro a fil di palo, ma nel finale furono i ragazzi di Jenei a festeggiare il passaggio del turno.
In tre edizioni Alan è stato capace di mettere a segno sette reti in sole nove partite diventando uno dei simboli e dei migliori marcatori di sempre nella storia del torneo. Le sue reti hanno dato lustro all’Inghilterra anche se non sono bastate per ottenere il primo storico titolo continentale.