Milan e Stella Rossa tornano ad affrontarsi dopo una settimana: dalle sfide d’epoca agli inizi degli anni ’90 fino al ritorno di Stankovic a San Siro. Un match ricco di spunti, terminato 2-2 all’andata, coi rossoneri ripresi all’ultimo dai serbi ma che inizieranno la gara di ritorno col vantaggio delle due reti messe a segno al Rajko Mitic. La chiave della serata passerà probabilmente tra i piedi dei centrocampisti più versatili in campo: Franck Kessié e Guélor Kanga.

Il presidente e le geometrie del Milan

Dopo il simpatico siparietto sul soprannome affidato all’ivoriano e l’ottima prima parte di stagione, Kessié ha ora l’obbligo di riprendersi il centrocampo rossonero. La sconfitta nel derby ha oscurato tutta la squadra e l’incapacità dell’ivoriano di prendere le redini dei rossoneri ha ostacolato qualsiasi accenno di pericolosità. Muscoli e tanta tattica dietro la crescita di Kessié, che però ha saputo confermarsi anche sul versante tecnico: piede discreto e velocità di pensiero ottimi per chi dovrebbe, teoricamente, concentrarsi sulla fase di interdizione più che su quella offensiva. In zona gol, poi, il suo apporto non è mancato: 7 reti, tutte in campionato. Certo, 6 su rigore: in una squadra che però vanta Ibrahimovic, Calhanoglu e Theo è un merito anche essere infallibile dal dischetto. Manca la prima rete in Europa League: sarebbe un ottimo momento per trovarla.

Dal Gabon alla Serbia: l’importanza di Guélor

Photo by Srdjan Stevanovic/Getty Images

Nonostante sia nato come giocatore di fantasia sulla trequarti, Kanga ha saputo adattarsi ad ogni tipo di centrocampo: non è un caso che un ex calciatore come Stankovic se ne privi il meno possibile. Fisicamente meno possente di Kessié, il gabonese ha saputo comprendere ed applicare le sue caratteristiche strutturali ovunque: baricentro basso e solidità nell’uno contro uno. Il resto lo ha fatto la natura propositiva di Guélor, che all’andata ha anche segnato, su rigore: nei 4 di centrocampo che sosterranno il tridente mascherato della Stella Rossa, Kanga sarà metronomo e primo pericolo sulla trequarti vista la propensione alla doppia fase che il gabonese ha nelle corde.