E’ un risultato deludente, inutile girarci intorno. Volendo però scremare il risultato finale dalla performance, emerge che il PAOK ha giocato una partita a tratti molto buona. Lo ha chiarito il tecnico dei biancorossi, Razvan Lucescu, perché in fondo il calcio non sempre è giusto. La matematica è scienza esatta, due più due fa sempre quattro, ma nel calcio valgono gli episodi: il Δικέφαλος Αετός non ha sfruttato le opportunità capitategli e alla lunga ha pagato con l’uscita dal Karaiskakis senza alcun punto in saccoccia. Vero che l’Olympiakos sia stato molto bravo ad impostare velocemente l’azione, dalla difesa all’attacco in pochi passaggi sfruttando la tecnica dei suoi palleggiatori, ma se vi fosse stato un pareggio nessuno avrebbe potuto prenderlo male.

I biancorossi del Pireo aveano probabilmente più qualità, il PAOK era appollaiato sui suoi equilibri al pari di un canarino sul trespolo e fino a quando non c’è stato il blitz furtivo di Engels sembrava che la retroguardia bianconera potesse reggere bene l’impatto. Alla fine la sfida è stata vinta da quelli del Pireo, con una dose sovrumana di sangue freddo dovuta forse ad una maggiore esperienza: Lucescu impari da questo, perché giocare senza paura è positivo ma la vera forza si vede nei momenti in cui si subisce un gol, non nell’imporre sterilmente il proprio gioco. Il paragone portato dal tecnico rumeno, peraltro, è fortemente esplicativo: non ha giocato il Barcellona contro il Getafe, ma il PAOK contro l’Olympiakos nello stadio di questi ultimi”. L’atmosfera era il classico catino infuocato che sa essere l’impianto ateniese, la partita è stata combattuta e alla fine il PAOK ne esce sconfitto ma non ridimensionato: “E’ stata una partita tra due squadre grandi e forti, sono deluso per il risultato ma non per la nostra performance”. E ha continuato: “Abbiamo perso un’occasione, ma resta una grande stagione. Combatteremo alla fine per il titolo. Sulla stessa linea, la dirigenza del club di Salonicco, patron Ivan Savvidis in pole position: il 58enne imprenditore di Tsalka ha infatti dato sfogo al suo profilo Instagram postando una minaccia alle altre pretendenti al titolo. “E’ stata una battaglia ma non una guerra”, che in greco rende molto meglio e sembra una frase estrapolata dall’Iliade: Χάσαμε από μια κόντρα αλλά δίκαια… [La foto qui sotto è stata presa da Gazzetta.gr]

“L’Olympiakos è l’Olympiakos, è stato un derby”. Ad Adelino André Vieira Freitas, aka Vieirinha, il calcio greco mancava a tal punto che quest’estate ha esercitato pressioni notevoli sul Wolfsburg pur di tornare a Salonicco (per saperne di più, scrissi questo pezzo sull’argomento): “Volevamo vincere, ma il campionato continua e crediamo che alla fine riusciremo a far bene. Ogni cosa è difficile al Karaiskakis. Occhio dunque a dare il PAOK per spacciato, perché la Super League è appena cominciata e i punti persi pesano ma non troppo: “Ora guardiamo avanti, vogliamo giocare al Toumba, divertiremo ancora di più”. Il tutto, poi, è stato annacquato da una dichiarazione d’amore romantica e nostalgica: “σύντομα θα είμαι ο παλιός Βιεϊρίνια. “Presto tornerò ad essere il vecchio Vieirinha”.

Sempre molto teso, inoltre, il rapporto tra Ivan Savvidis ed Evangelos Marinakis. L’esposizione di alcuni striscioni da parte dei tifosi bianconeri (Odio, aggressione, codardia e impunità / sono i sintomi della malattia che hanno colpito la nostra società. La malattia richiede una corretta diagnosi e un trattamento. Questo è un dovere diretto dello Stato e del governo. Noi agiamo sempre all’interno della legge. La nostra risposta è la corte!”) aveva scatenato infatti il dibattito in casa Olympiakos. L’intervento di Kostas Karapapas, rappresentante del club del Pireo, è andato verso lo scontro: ovviamente, visto che siamo in Grecia, non è mancata la scintilla per far saltare fuori quello spirito polemico, ricco di Πόλεμος, che contraddistingue caratterialmente l’Hellas: Non vogliamo bandiere abusive nel nostro stadio, da chiunque. Io non conosco il russo, ho chiesto al PAOK di togliere questa bandiera e comunque non abbiamo mai visto così tanta sensibilità per il signor Marinakis come c’è ora per l’onorevole Savvidis”. Non si è fatto attendere il supporto da parte di Savvas Theodoridis, vice presidente dell’Olympiakos sceso in battaglia al fianco delle parti biancorosse: Kominis (l’arbitro, ndr) è il caos del calcio greco, l’Olympiacos col PAOK ha fatto 4 partite e oggi è la prima vittoria con lui. Questi arbitri devono lasciare il calcio, PAOK, Panathinaikos e Olympiacos non hanno bisogno di loro come neppure dei vari Kalogeropoulos, Sidiropoulos, Kominis, Mandalos, Areopoulos”. Accuse dure. Ma in Grecia, dove le polemiche arbitrali non conoscono stop, questo fa parte della normalità. Buon campionato, signori.