Nella prima partita di questo girone ci aveva pensato una doppietta di Victor Osimhen ad aggiustare un risultato che andava stretto al Napoli. Tre mesi e tante vicissitudini dopo, con il nigeriano appena rientrato al centro di allenamento dopo il brutto infortunio subito al volto, gli azzurri trovano la qualificazione al turno successivo in Europa League con una veste diversa, ma con il Leicester a fare da minimo comune denominatore.

Già dal giorno dei sorteggi tutti avevano individuato la doppia partita contro le Foxes come il vero spartiacque di questo cammino europeo: in effetti gli inglesi arrivavano al girone come la squadra più dura da battere, quella contro la quale giocarsi il primato e l’accesso diretto agli ottavi di finale. Alla fine lo scherzo più inatteso è stato quello dello Spartak Mosca, capolista a pari punti con gli azzurri ma con il piccolo vantaggio negli scontri diretti. I russi sono stati graziati anche dal Legia Varsavia e dal calcio di rigore sbagliato all’ultimo secondo che avrebbe potuto evitare al Napoli i playoff, ma nonostante tutte le difficoltà i ragazzi di Spalletti hanno agguantato un pass che sembrava difficile da ottenere.

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Le assenze erano davvero pesanti: senza Koulibaly, Fabian, Insigne, Osimehn e con tanti altri giocatori non a pieno regime, per i partenopei la vittoria era un risultato tutt’altro che scontato contro la squadra di Brendan Rodgers che aveva tutto da perdere. I lampi di Ounas ed Elmas nel primo tempo sembravano preannunciare una partita serena, deviata dal 2-2 lampo del Leicester con i gol di Evans e Dewsbury-Hall, classe ’98 di scuola Leicester con un futuro davvero promettente. Un’assoluta parità che di nuovo andava stretto al Napoli, assetato di vittoria soprattutto per dare un segnale a sé stesso prima ancora che agli avversari, in un momento delicato della stagione che avrebbe potuto portare via tutte le cose costruite fino a questo momento.

Alla fine ci ha pensato ancora Elmas ad aggiustare le cose con il gol del definitivo 3-2 che ha accostato il suo nome accanto a quello di uno degli idoli della storia azzurra: il macedone infatti è il primo centrocampista a segnare almeno due gol in Europa per il Napoli dopo Marek Hamsik che ci era riuscito nell’aprile 2015 contro il Wolfsburg. La sua doppietta diventa fondamentale per il cammino europeo immaginato da Spalletti che, come da tradizione dei suoi predecessori, non fallisce la fase a gironi (sei volte sul sei il Napoli è approdato ai sedicesimi di Europa League). Adesso saranno i playoff a dettare il futuro agli azzurri che ancora una volta attenderanno l’ultima parola dell’urna per scoprire l’avversario che scenderà dalla Champions League per la partita più importante che potrebbe cambiare il volto a tutta la stagione.