Il ribaltone societario in casa OM è stato certamente una delle notizie più calde della settimana per il calcio francese. Aldilà della scelta dell’allenatore, ricaduta su Sampaoli, ha scalato le gerarchie l’ex DS Pablo Longoria diventando presidente a soli 34 anni. La prima partita del nuovo corso è stata subito un test importante nel Choc des Olympiques contro un Lione in corsa per il titolo. Il pari del Lille contro lo Strasburgo poteva notevolmente ingolosire l’OL che, infatti, ha condotto la gara sui propri ritmi almeno nella prima parte.

La squadra di Rudi Garcia ha da subito impresso il suo marchio sulla partita facendo girare velocemente il pallone grazie al consolidato trio di centrocampo e il solito Depay che, da ‘falso nueve‘, sta regalando ottime prestazioni alla squadra. Nonostante il doppio giallo rimediato nei 90 minuti, tuttavia, a rendersi protagonista è stato soprattutto Lucas Paquetà per larghi tratti. A lui è affidato il cambio di passo tra le due fasi e, sempre a lui, Rudi Garcia chiede un certo ripiego in fase difensiva con Aouar che resta leggermente più avanzato. In una sola azione è riuscito a trovare in due occasioni il tiro e, in occasione della rete del vantaggio, è lui a trovare Toko Ekambi con un sontuoso rasoterra in transizione.

 

Paquetà

Photo by CLEMENT MAHOUDEAU/AFP via Getty Images.

Si può dire che l’ingenuo fallo su Dimitri Payet a venti dalla fine sia stata una doccia fredda su una partita che lo aveva visto brillare. Purtroppo per lui, la votazione complessiva si ritrova penalizzata ulteriormente dall’involontario coinvolgimento nel pareggio firmato da Arek Milik. Il fallo da rigore che vale il secondo gol su due partite da titolare per il polacco, infatti, nasce da un tocco di mano del brasiliano sulla bordata di Pape Gueye dal limite. L’OM si è trovato sul dischetto in un momento molto delicato della partita e, possiamo dirlo, grazie a una buona dose di fortuna perché, in un primo momento, il pallone sbatte  sul fianco di Paquetà.

Il merito dei marsigliesi, tuttavia, è stato certamente quello di tenere alta la pressione subito dopo aver subito lo svantaggio. Una reazione decisa e concreta che ha portato la squadra di Payet a quota tre corner in pochi minuti pur concedendo qualcosa in fase difensiva. Il duello che ha infiammato la partita è stato senza dubbio quello tra Alvaro Gonzalez e Memphis Depay. L’estrema abilità nello stretto dell’olandese è stata un costante problema per l’OM che ha dovuto usare le maniere forti talvolta. In pochi metri, Depay è riuscito troppo spesso a trovare equilibrio e controllo del pallone calciando rapidamente a fil di palo in un’occasione che sarebbe potuta diventare decisiva. Il finale di gara ha visto concretizzarsi il nervosismo tra i due, come anche tra Thiago Mendes e Payet, con Millot che ha estratto il cartellino giallo per tutti e quattro mantenendo la partita sui propri binari.

Il pareggio non penalizza né favorisce nessuno con il Lione ancora saldamente nel trio di testa, ma certamente l’OM ha ricevuto la scarica di adrenalina necessaria per affrontare al meglio la nuova era dirigenziale. Una vittoria nel recupero consegnerebbe agli attuali settimi in campionato una quinta posizione che sa di speranza. Con un riassestamento ambientale, i ragazzi che saranno di Sampaoli hanno le caratteristiche tecniche per provare ad accorciare le distanze sull’ottimo Monaco di Niko Kovac.