Il successo contro l’Austria, arrivato grazie alla rete di Maehle ad inizio ripresa, vuol dire ottava vittoria consecutiva nel Gruppo F ma soprattutto qualificazione al prossimo mondiale. La Danimarca è la seconda nazionale europea, dopo la Germania, a strappare il pass per il Qatar; percorso praticamente perfetto quello dei ragazzi di Hjulmand con ventisette gol fatti, nessuno subito e gli ultimi due match praticamente ininfluenti ai fini della classifica. Dopo la semifinale dell’europeo arriva, con centottanta minuti di anticipo, la qualificazione al mondiale a suggellare un 2021 perfetto di una nazionale che ha saputo superare uno dei momenti più brutti su un campo da calcio.

Danimarca, anno da incorniciare

Dal rischio di un anno orribile a due immense soddisfazioni; sono passati quattro mesi da quel terribile momento in cui il mondo del calcio si è stretto intorno ad Eriksen. Situazione che poteva cambiare completamente il volto dell’europeo e non solo. Per fortuna tutto si è risolto per il meglio e la Danimarca è diventata ancora più forte; da quel momento, infatti, sono arrivate otto vittorie su dieci partite, una semifinale dell’europeo (persa per un rigore piuttosto generoso concesso all’Inghilterra) e la qualificazione al mondiale del Qatar. Il tutto con un’identità di gioco ben precisa, un attacco da 2.5 gol di media a partita e una difesa solida grazie alla guida di Kjaer e alle parate di un Schmeichel sempre più decisivo.

Nel giro di quattro mesi la Danimarca è diventata una nazionale forte, solida difensivamente e pericolosa dal punto di vista offensivo. Una nazionale capace di mettere paura all’Inghilterra all’europeo e di essere tra le prime ad aggiudicarsi un posto per il Qatar. Al mondiale mancano tredici mesi, tempo più che sufficiente per migliorare ulteriormente ed essere la mina vagante della competizione. L’ultimo tassello sarebbe il ritorno di Eriksen ma, per ora, va bene così.