Caos Superlega, difficile andare oltre. Ma il calcio ha dato anche verdetti di capo e forse per il momento è giusto concentrarsi su questo. Non sappiamo a che futuro stiamo andando incontro e quindi forse è ancora corretto ragionare con la mentalità del passato, quella della Liga più bella degli ultimi anni e della volata tra Atlético, Real Madrid e Barcellona.

L’Atlético vince, il Real si ferma. Con il Getafe, a sorpresa. O forse no: non ci si poteva aspettare un pari in casa di una squadra così deludente nel corso della stagione, ma analizzando quello che è stato il calendario fin qui, era anche la partita dove era più logico aspettarsi un calo, sia fisico che di concentrazione. Le due sfide con il Liverpool e quella col Barcellona hanno asciugato la squadra di Zidane, che oltretutto ha dovuto aggiungere altri nomi alla lista degli assenti invece di toglierne. Varane non ha ancora recuperato dal covid, Valverde è stato a stretto contatto con un positivo e per precauzione non ha giocato, gli altri infortunati non hanno recuperato e alcuni reparti come quello difensivo erano completamente da ribaltare.

non è stato un caso infatti che Zidane abbia messo diversi canterani, alcuni come Chust dal primo minuto, altri come Arribas e Antonio Blanco a partita in corso, per sopperire alle assenze e agli sforzi di queste settimane. Kroos è rimasto in panchina, Benzema ha giocato solamente 25 minuti nel secondo tempo, segnale che era stato messo in preventivo di tirare il fiato in questo match per poter affrontare al meglio una nuova settimana di tanti impegni consecutivi e di grande livello. Sempre ammesso che si giochino.

Il risultato è stato una squadra sicuramente pericolosa in fase offensiva, ma decisamente più fragile nel complesso. Davanti Mariano avrebbe anche trovato il gol del vantaggio, poi annullato per un fuorigioco impercettibile, e sono arrivate occasioni importanti per vincere il match, ma mettendo sulla bilancia occasioni e mole di gioco il Getafe è stato complessivamente superiore. Ha sfiorato più volte il vantaggio, ha fatto la partita, ha dovuto commettere meno falli rispetto al solito: una gara diversa rispetto alla battaglia contro l’Atlético, altra big uscita senza i 3 punti del Coliséum Alfonso Pérez, in cui sono più i rimpianti che le soddisfazioni.

Il Real Madrid è arrivato col fiato corto, ma con la consapevolezza che prima o poi ci si doveva fermare, ed è meglio programmare il possibile stop piuttosto che ritrovarsi troppo fiacchi agli appuntamenti importanti. Problemi di fisico sul campo prima di affrontare quelli extra campo, che possono cambiare completamente la percezione del calcio come lo intendiamo noi. Discorsi da cui da adesso in poi sarà difficile scindere il Real Madrid, qualunque sia l’opinione o la percezione che si ha della faccenda.