Psg, la quinta finalista francese nella storia della Champions

Pochi giorni dopo aver festeggiato il 50° anniversario della sua fondazione, il PSG, che ha battuto facilmente il Lipsia 3-0, si appresterà a disputare la partita più importante della sua storia: la prima finale di Champions League.

I parigini saranno così il quinto club francese ad giocarsi la finale della competizione europea più importante. Nei primi anni del torneo fu lo Stade Reims di Albert Batteux a compiere i primi exploit, arrendendosi ben due volte all’ultimo atto, solo al cospetto del grande Real Madrid di Alfredo Di Stéfano.

Le rouges et blancs, infatti, furono i protagonisti della prima storica finale della Coppa dei Campioni, giocata a Parigi nel 1956 e persa 4-3, e poi arrivarono fino in fondo anche nella quarta edizione, nel 1959 a Stoccarda, dove uscirono ancora una volta sconfitti, questa volta per 2-0.

Alcuni anni più tardi, nella stagione 1975-76, fu il Saint-Étienne a qualificarsi per la
finalissima, ma a Glasgow les Verts si inchinarono 1-0 al Bayern München di Beckenbauer, Rummenigge, Müller ed Hoeness.

All’inizio degli anni ’90 ci fu il periodo d’oro dell’Olympique de Marseille, che arrivò a giocarsi ben due finali, nelle stagioni 1990-91 e 1992-93. Nella prima occasione, a Bari, furono i calci di rigore a decretare la sconfitta dei francesi per mano della Stella Rossa di Savicevic e Mihajlovic. Il secondo tentativo andò meglio, con i marsigliesi capaci di trionfare 1-0 all’Olympiastadion di Monaco di Baviera sul Milan di Capello e portare per la prima, e finora unica volta, la Coppa in Francia.

Infine, l’ultima apparizione di una squadra francese in finale risale alla stagione 2003-04, quando il sorprendente Monaco, allenato da Didier Deshamps, fu travolto 3-0 dal Porto di José Mourinho.

Ora tocca al PSG di Neymar, Mbappé e Di Maria, cercare di riportare la coppa in Francia 27 anni dopo l’ultima volta. Diventerebbe così il secondo club francese a fregiarsi del titolo di campione d’Europa dopo i rivali dell’O.M. Sarà la volta buona?

Alberto Contardo

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