Quattro squadre e una…coppa

Cosa ci fanno un inglese, due spagnole e un’ucraina? No, non è una barzelletta ma il quadro completo delle semifinaliste di Europa League. Quattro squadre unite da un solo obiettivo, quello di vincere la coppa.

Liverpool, Siviglia, Villareal, Shakhtar. Chi alzerà l’Europa League il 18 maggio a Basilea? Sarà il Liverpool di Klopp, che arrivato a stagione in corso porterà ad Anfield il primo titolo di una nuova era? Oppure sarà il Siviglia a trionfare, portando a casa il terzo successo di fila? Magari sarà la volta del Villareal? Oppure, a distanza di sette anni, toccherà di nuovo allo Shakhtar? Tutte vogliono vincere, solo una ci riuscirà. Per saperlo dobbiamo solo aspettare e goderci lo spettacolo.

Cuore e Passione

Dopo la pazza rimonta di ieri sera non possiamo non considerare favorita alla vittoria finale il Liverpool. Nonostante una stagione travagliata, piena di difficoltà che ha visto anche il cambio di allenatore in panchina, i “Reds” hanno la possibilità di togliersi una grande soddisfazione: vincere l’Europa League qualificandosi direttamente alla prossima Champions. Le armi vincenti sono il cuore, di una squadra che non molla mai, ci prova fino alla fine  sapendo che la partita, finché l’arbitro non fischia, non è finita; e poi la passione, di un tifo eccezionale ma soprattutto di un allenatore, che ha dato un gioco e un’identità ad un gruppo che aveva perso fiducia. Klopp, uomo sanguigno che non ha paura di esultare di fronte alla sua ex squadra, perché il calcio è così, è fatto di momenti e ora potrebbe essere arrivato quello del Liverpool. Vincere l’Europa League per giocare la Champions il prossimo anno, una scorciatoia da prendere al volo.

Esperienza

E’ stato il momento più difficile quello vissuto ieri sera dal Siviglia che ha rischiato di compromettere la vittoria dell’andata. Ha rischiato la squadra di Emery ma alla fine ha avuto la meglio. Maggior freddezza nella lotteria dagli undici metri, ma anche la capacità di restare calmi sia dopo l’uno a zero del Bilbao che dopo il due a uno basco che ha trascinato la partita fino ai rigori (decisivo il penalty di Gameiro). Ieri il Siviglia ha mostrato l’esperienza, quella che ti permette di venire fuori quando sei in difficoltà. Ma d’altronde se hai vinto due Europa League di fila e punti al terzo successo qualcosa vorrà dire. Però deve fare attenzione la squadra detentrice del titolo perché nel ritorno dei quarti ha mostrato qualche disattenzione difensiva che non sempre riesci a riparare con la semplice forza mentale. La marcia del Siviglia continua, la caccia alla terza, storica, coppa riprende e, forse, dopo il successo di ieri la consapevolezza di essere i migliori è aumentata e non poco.

La prima coppa del Villareal

La prima volta non si scorda mai; anche il Villareal spera che sia così perché per il “sottomarino giallo” un eventuale successo sarebbe il primo in campo internazionale. Ci spera Marcelino Garcia Toral che vuole coronare questa stagione con un trofeo. Le carte in tavola il Villareal le ha tutte per poter arrivare fino in fondo. Il successo lo sta costruendo in casa; infatti al “Madrigal” il percorso è stato netto. Tra girone e fase ad eliminazione diretta sei vittorie su altrettante partite e 11 gol realizzati con solo uno subito. In totale il Villareal non perde dalla prima partita, quel due a uno contro il Rapid Vienna che ha cambiato tutto. Da quel momento nessuna sconfitta e candidatura al successo finale che diventa sempre più forte. Il “sottomarino giallo” continua il suo percorso con la speranza di risalire con l’Europa League in mano, per una prima volta da favola

Il ritorno degli Ucraini

Stagione 2008-2009. Sono passati sette anni dall’ultimo trionfo dello Shakhtar in Europa League. Oggi la squadra ucraina ci riprova. Molto probabilmente non era considerata come una delle favorite, ma questo ruolo se lo è costruito piano piano. Partita dopo partita Srna e compagni sono venuti fuori e ora non vogliono fermarsi, perché la gloria è vicina, serve l’ultimo step, quello più importante. Da Luiz Adriano a Facundo Ferreira, da Jadson a Bernard; tanti sono cambiati in sette anni, ma alcuni sono rimasti: il portiere Pjatov, il capitano Srna e l’allenatore Lucescu. Ecco il vero segreto di questa squadra è proprio il tecnico, capace di rinnovarsi ogni anno proponendo nuove idee senza che il risultato cambi. La squadra ha sempre una precisa identità, un’idea di calcio consolidata che piano piano porta i risultati. Uno potrebbe essere l’Europa League, un trofeo che manca da troppo tempo e che a distanza di sette anni, Lucescu e i suoi vogliono riportare a casa.

Quattro pretendenti un solo trofeo. Tutti vogliono la coppa solo uno avrà il piacere e l’onore di portarla a casa. Che lo spettacolo continui.

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