La rivalità tra Racing Club ed Independiente travalca i confini di spazio e tempo: gli stadi (Cilindro e Doble Visera) separati solo da una strada, la maledizione dei gatti neri del Racing, la rissa in campo tra i fratelli Milito, … sul clásico di Avellaneda sono state scritte pagine e pagine di narrativa calcistica.

L’ultima annata di entrambe le squadre è legata a un nome, quello di Sebastián Beccacece: in uscita nell’estate 2020 dal Defensa y Justicia, il DT si accasò al Rojo, convinto da una campagna acquisti importante che consentisse al Rey de Copas di tornare a competere per il campionato e a calcare il palcoscenico della Copa Libertadores, ma fu un flop, non trovando mai né la quadratura tattica né il feeling con lo spogliatoio, abbandonando il Libertadores de América dopo sole 16 partite ed in rotta con la società.

In maniera completamente inaspettata, la tappa successiva della carriera di Beccacece fu accasarsi al Racing, scelto da Diego Milito come successore di Chacho Coudet. Sulla sponda biancazzurra tutta un’altra musica: quarto posto finale in campionato (con tanto di derby vinto 1-0 in 9 contro 11) e soprattutto un percorso entusiasmante in Copa Libertadores, dove La Academia fece lo scalpo ai campioni in carica del Flamengo prima di essere eliminata nel quarto di finale tutto argentino contro il Boca Juniors, a seguito del quale lo stesso Beccacece ha posto fine alla sua avventura al Racing.

La Copa de la Liga Profesional 2021 ha significato ripartenza da zero per ambo i club, metaforicamente uniti dal percorso di ricostruzione dalle ceneri delle ultime stagioni.

All’Independiente ci si è affidati all’esperienza e alla capacità di fare di necessità virtù di Julio César Falcioni, soluzione a basso costo e perfetta per valorizzare i giovani e costruire una formazione quadrata: scelta che ha pagato, permettendo al Rojo di ingranare un filotto di buoni risultati dopo un inizio stentato, con cui ha potuto portarsi nella zona playoff.

Al Racing si è invece optato per l’ennesima scelta coraggiosa, scegliendo Juan Antonio Pizzi per cercare di aprire un nuovo ciclo al Cilindro: per il tecnico ex Cile, San Lorenzo e Arabia Saudita, la strada è iniziata in salita, con la partenza del capitano Lisandro López destinazione Atlanta United in MLS ed un avvio di stagione shock, con risultati deludenti tra cui l’umiliante 0-5 subito dal River Plate in Supercopa Argentina. Nonostante alcuni risultati postivi, La Academia dà l’idea di non aver ancora trovato la quadratura del cerchio ed è al momento fuori dai primi quattro posti.

In questo clima di incertezza, il clásico mette di fronte due società che stanno tentando in tutti i modi di portarsi fuori dalle sabbie mobili della mediocrità in cui sono sprofondate nella stagione appena trascorsa: potrebbe essere la perfetta occasione per rinascere dalle proprie ceneri, così come il colpo di grazia per finire nel baratro. Solo il campo ci dirà la verità.