Dopo due anni si ritorna in finale di Uefa Champions League, dopo due anni la Juventus avrà ancora una volta la possibilità di alzare la coppa dalle grandi orecchie: sfuggita troppe volte dalle mani della Vecchia Signora, la semifinale di ritorno con il Monaco è la tesi di laurea per Mister Allegri; per Jardim, forse con la testa orientata verso il campionato, la presenza di Mendy era l’unica zavorra a cui aggrapparsi in un mare in tempesta. Le realizzature di Mandzukic e Dani Alves sono l’espressione di un primo tempo condotto a senso unico dalla Juventus, il gol nel secondo tempo di Mbappè toglie l’imbattibilità a Buffon ma concede soprattutto attimi di nervosismo sulla panchina a Mister Allegri: furioso il coach, che riflette in panchina l’ira anche di Higuain provocato da Glik. Il risultato finale di 2-1 riflette i valori in campo, certificando la superiorità della Juventus nella doppia sfida, concedendo una notte di sogni e speranze in attesa della sfida di ritorno tra Real Madrid e Atletico Madrid.

La partita

Una partita che il Monaco ha cercato da subito di aggredire, con lo slancio fisico che la gioventù concede alla compagine monegasca: il taglio di Mbappè (segnalato col fuorigioco) sembra voler creare grattacapi al bunker della Juventus, con il palo che trema sul diagonale di sinistro del giovane francese; quando lì dietro la squadra incomincia a ballare, solamente il carisma di Buffon rianima la concentrazione della sua difesa. Dani Alves sembra quello più in palla nell’impostazione dell’azione, con Dybala e Pjanic pronti ad appoggiarlo per creare superiorità numerica: la prima occasione viene dai piedi di Higuain che si libera in area di rigore, ma non riesce a battere Subasic con un cucchiaio; l’azione successiva Higuain mette Mandzukic a tu per tu col portiere, con Subasic che para grazie ad un super riflesso. Il palleggio a centrocampo della Juventus è molto fluido, con Mandzukic e Dybala che diventano il duo perfetto sui rinvii del portiere: il Monaco sembra essere intimorito e poco organizzato nella fase difensiva, lasciando Mandzukic al 31° da solo in area sul cross di Dani Alves; il colpo di testa viene respinto da Subasic, ma non può nulla sul tiro in ribattuta di Mandzukic che trasforma in rete la seconda occasione da gol. Dopo 10 minuti,sugli sviluppi di un calcio d’angolo ribattuto in uscita alta da Subasic, Dani Alves inarcando il corpo, tenta il destro al volo; il gol è un biglietto di sola andata per Cardiff, con il pallone che si presta ai flash dei fotografi, depositandosi in rete. Il secondo tempo rimane a tinte bianconere nei primi 20 minuti, con la Juventus che riesce ad tessere trame di gioco interessanti, e a difendere ordinatamente sugli assalti di Bernardo Silva e Falcao:  il gol di Mbappè su un’incursione da calcio d’angolo battuto ravvicinato, mette agitazione sulla panchina della Juventus: l’intervento di Glik su Higuain sembra voler portare la sfida su uno stadio agonistico superiore, con il polacco che non contiene la sua foga nemmeno su Mandzukic, rivale peggiore per questioni extra-calcistiche nel rettangolo di gioco. Il fischio finale fa esplodere lo stadio e la panchina della Juventus, che adesso ha solamente l’ultimo tassello da porre per comporre lo stupendo mosaico chiamato Uefa Champions League.