Sergio Ramos è ormai il rigorista per eccellenza dei giorni d’oggi: nei momenti delicati, se c’è da tirare dal dischetto affidarsi a lui è la scelta più sicura. Anche la Spagna, insolitamente in difficoltà contro la Norvegia, è dovuta ricorrere alle misure di sicurezza per vincere la partita. Morata atterrato, calcio di rigore e gol di Sergio Ramos: rete con il cucchiaio, non una novità in questa stagione in cui ormai tutti i portieri sperano di indovinare l’angolo e invece finiscono beffati con la più umiliante delle esecuzioni.

Rigore da 10 in pagella: 10 come i gol segnati quest’anno dagli undici metri, 10 come i tentativi totali. Già, nessun errore, impossibile non fidarsi di lui in certe circostanze: Real Madrid o nazionale non fa differenza, la palla entra sempre in porta. E se si estende la striscia anche alla passata stagione, Sergio Ramos arriva a 12 rigori consecutivi senza errore, un dato impressionante che parte da quella giornata nera in cui al suo vecchio Sánchez Pizjuán, i fischi dei suoi ex tifosi lo portarono sia a sbagliare il rigore che a commettere un autogol in una delle sconfitte più difficili della sua carriera.

Ma si tratta di un’eccezione perché anche prima di quella serataccia di Siviglia, le sue percentuali erano impressionanti: in totale in carriera ha sbagliato solo altre tre volte, per un totale di 20 su 24. L’errore più pesante è sicuramente quello della Champions League del 2013, quando calciò alle stelle in semifinale contro il Bayern alla lotteria finale; a quello si aggiungono gli unici due errori con la nazionale, tra la Confederations sempre del 2013 contro il Brasile, e quello nella fase a gironi di Euro 2016 contro la Croazia che costò alla Spagna il primato portandola così ad affrontare l’Italia di Conte.

Questo gol alla Norvegia vale tantissimo anche per le sue impressionanti statistiche di difensore goleador: è la quinta partita consecutiva in nazionale in cui va in gol, solamente Villa, Hierro e Pirri sono riusciti a fare meglio con 6; è il miglior marcatore della nazionale spagnola con 17 gol (segue Morata con 13) e anche il capocannoniere della gestione Luis Enrique con 5 reti, due in più di Paco Alcácer e Rodrigo.