If you want atmosphere, let us stand” recitava uno striscione esposto alcuni anni fa dai tifosi del Chelsea in trasferta a West Bromwich. Nelle ultime stagioni la questione delle cosiddette “safe standing” si è propagata a macchia d’olio sui campi di calcio di tutta l’Inghilterra. La volontà è quella di ripristinare il libero arbitrio nel decidere se inneggiare i propri beniamini in piedi o da seduti. Dopo il disastro di Hillisborough del 1989, costato al vita a 96 tifosi del Liverpool, il governo britannico, assieme alla Football Association, ha deciso di abolire le famose “terrace“, rimpiazzandole con gli attuali seggiolini di plastica. Dal 1994 un decreto legge obbliga i club delle prime due divisioni della piramide calcistica inglese a garantire gli stadi “all-seated“. Il malcontento è sempre rimasto alto e con l’evolversi delle tecnologie e con il decadimento quasi totale dell’hooliganismo il processo per ripristinare delle aree con posti in piedi pareva essere una fisiologica conseguenza. Il modello tedesco è un punto di riferimento non da poco. Da anni ormai le curve in Bundesliga sono ampiamente appannaggio delle “safe standing” dando una risposta positiva sia in termini di sicurezza che di propensione al tifo. Pochi mesi fa il consiglio comunale di Glasgow ha concesso al Celtic di aprire all’interno del proprio impianto una zona “safe standing” di 3000 posti. Il risultato? Tifosi felici, se vogliamo ancor più rumorosi, e sicurezza garantita al 100%.

La zona “safe standing” del Celtic Park

L’esperienza teutonica e l’ottimo riscontro del Celtic Park stanno muovendo le acque in terra d’Albione. La FA ha mandato una lettera a tutti e 20 i club della Premier League cercando appoggio per reintrodurre gradualmente le “safe standing” negli stadi della prima divisione con il West Bromwich in pole position per essere il primo club della massima serie ad iniziare un trial. Come detto, i cavilli burocratici in Premier e in Championship sono piuttosto lunghi e contorti ma il League One e in League Two (rispettivamente terzo e quarto livello della piramide) il quadro risolutivo appare più semplice. Sussistendo regolamentazioni diverse, in queste categorie non è fatto esplicito il divieto ai club di installare a piacimento i cosiddetti “rail seats“. Ecco che allora da Shrewsbury arrivano le prime voci che danno per certo il ripristino delle “safe standing” a partire dalla prossima stagione. Nella cittadina delle West Midlands si aspetta solo il semaforo verde da parte della Sports Ground Safety Authority per iniziare quanto prima i lavori all’interno del New Meadow. Brian Caldwell, amministratore delegato dello Shrewsbury Town, ha dichiarato ai microfoni della BBC:

Molte più persone saranno propense a venire allo stadio ad incitare i nostri giocatori. E il tutto in un ambiente sicuro. Il nostro capo della sicurezza è andato di persona al Celtic Park ed è rimasto entusiasta del risultato finale“.

Per essere attivi nel progetto, il Supporters’ Parliament e la Football Supporters’ Federation dello Shrewsbury hanno attivato un crowdfunding nella speranza di arrivare alla cifra di 50.000/75.000 sterline. Nel caso di promozione in Championship infatti il New Meadow dovrà essere ripristinato alla vecchia configurazione “all-seated“.

Una “terrace” nel vecchio impianto dello Shrewsbury

L’idea di un ritorno alle vecchie “terrace” è piuttosto affascinante. C’è ancora chi si oppone, memore della tragedia di Hillisborough, ma la sicurezza raggiunta al giorno d’oggi non può essere messa in discussione né deve tarpare le ali ad un cambiamento che in tanti auspicano. Il calcio è un piacere e come tale ognuno ha il diritto di vederlo come meglio crede. Obbligare la gente ad incitare la propria squadra da seduta è una limitazione troppo grande. E se la paura che può sussistere allo stato attuale nello stare in piedi sui seggiolini è troppa, meglio adattarsi ai tempi allora. Bisognerà solo trovare un compromesso fra le parti e regolamentare la questione, uniformandola a tutte e quattro le divisioni dell Fooltball League.