Molto probabilmente non vincerà La Liga (il ritmo di Barça e Atletico è un’altra cosa), ma il Siviglia gioca bene e si diverte. In Liga è terzo a braccetto con il Real Madrid di Solari e con un buon margine di vantaggio sulle vere inseguitrici per la lotta Champions, Betis e Valencia; in Europa League disputerà presto i sedicesimi contro la Lazio, e ovviamente punta ad arrivare fino in fondo.

Dopo anni burrascosi, sulla panchina andalusa è arrivato l’allenatore giusto. L’addio di Emery aveva lasciato un grande vuoto, che ben quattro uomini differenti avevano provato colmare. Tutti, i due argentini Sampaoli e Berizzo, il nostro connazionale Montella e lo spagnolo Caparrós (ora dirigente), senza successo.

Con Machín è diverso. Sembra essere nata una magia che permette alla squadra di giocare in fiducia e a quasi tutti, di sentirsi parte del progetto. Nonostante le cessioni importanti, il campo sta dimostrando che i nuovi si sono integrati al meglio e i tifosi non hanno più bisogno di rimpiangere i vari Nzonzi, Lenglet o Correa. Il 5-0 con cui gli andalusi si sono sbarazzati del Levante è un segnale importantissimo, dopo un periodo negativo in Liga. Un pokerissimo per dimenticare i soli due punti nelle ultime quattro, un finale netto in cui spicca la capacità del Siviglia di mandare in gol più uomini.  5 gol, 5 marcatori differenti: apre i giochi il solito Ben Yedder e li chiude Promes, passando per Andre Silva, Vazquez e Sarabia.

Si è parlato tanto della mancanza di un goleador che facesse spiccare il volo al Siviglia, di uno che trasformi in rete tutte le palle-gol create da una squadra così tecnica. La realtà però, è che non serve un giocatore così. Sono 76 i gol in 39 gare partite stagionali tra Liga, EL, Copa del Rey e Supercoppa. Una media di praticamente due reti a partita con ben 14 marcatori diversi e il lusso di potersi permettere già tre attaccanti in doppia cifra (André Silva, Ben Yedder e Sarabia). All’assenza di questo tanto necessario bomber, Machín ha provveduto mettendo la coppia d’attacco franco-portoghese nelle condizioni migliori per intendersi e duettare, e loro lo stanno ripagando a suon di gol.

Dopo il giro di boa stagionale, la sensazione è che questo Siviglia abbia le idee chiare sul percorso da fare. E almeno la metà del merito va riconosciuta a chi queste idee se le è portate da Girona, con convinzione.