Negli ultimi anni, un’importante crisi sportiva ed economica ha travolto il calcio ceco, ridimensionando le già relativamente “piccole” realtà della nazione. Squadre come Viktoria Plzen e Sparta Praga, da sempre ai vertici della classifica nazionale e abituali partecipanti alle competizioni europee, si sono dovute “mettere da parte” ed assistere all’ascesa dello Slavia Praga, vincitore di 3 delle ultime 4 edizioni della Fortuna Liga e capace di conquistare la qualificazione agli ottavi di finale di Europa League battendo il Leicester.

La gestione economica di Bílek

Quest’anno, inoltre, la squadra popolare di Praga sembra destinata a vincere il terzo campionato consecutivo. Al momento, infatti, i ragazzi di Trpišovský occupano il primo posto in classifica, con 8 punti di vantaggio sullo Sparta Praga e nessuna sconfitta subita in queste prime 20 partite. Numeri straordinari, che diventano quasi surreali se si vanno ad analizzare le mosse del ds Jiří Bílek: negli ultimi 2 anni, il club ha venduto giocatori per un valore totale vicino ai 60 milioni di euro, perdendo giocatori importantissimi come Soucek, Kral, Coufal, Zmrhal, Stoch e Ngadeu Ngadjui. Al contrario, quando si è trattato di rinforzare la squadra, Bílek ha quasi sempre puntato su giocatori giovani e sconosciuti, spendendo appena 15 milioni di euro. Una gestione estremamente oculata, che, unita alla partecipazione alla scorsa edizione della Champions League e all’acquisto del club da parte del Sinobo Group, ha permesso allo Sparta Praga di guadagnare una solidità economica impressionante per gli standard del calcio ceco.

Trpišovský, l’uomo dei miracoli dello Slavia Praga

Slavia Praga

(Photo by ADRIAN DENNIS/AFP via Getty Images)

I soldi, tuttavia, non sarebbero bastati per rendere grande lo Slavia: il merito di questa straordinaria crescita va senza dubbio dato all’allenatore Jindřich Trpišovský, sulla panchina dei Sešívaní dal 20 dicembre del 2017. Nato nel 1976 e cameriere di professione, Trpišovský si avvicinò al mondo del calcio nel 2011, quando venne nominato allenatore Horní Měcholupy. Successivamente passo al Viktoria Žižkov, ma la sua definitiva affermazione avvenne sulla panchina dello Slovan Liberec, che condusse fino alla fase a gironi di Europa League. Nel 2017, quindi, la dirigenza dello Slavia decise di affidare a lui la panchina dei campioni in carica: nei tre anni successivi, Trpišovský ha vinto due campionato e due coppe nazionali e nella stagione 2018-2019 ha condotto la squadra ai quarti di finale di Europa League, lottando fino alla fine anche contro i futuri vincitori del Chelsea. Il suo calcio offensivo e spettacolare, basato sul pressing alto, sulla rapidità dei suoi esterni e su una difesa estremamente solida, ha permesso allo Slavia di avere una media di 2.19 punti a partita negli ultimi tre anni.

Da Kuchta a Sima, i top player dello Slavia

Il lavoro di Trpišovský diventa ancora più ammirabile (oltre che inspiegabile) se si guarda ai giocatori più importanti della sua rosa, ovvero Jan Kuchta, Lukas Provod e Abdallah Sima, costati circa 1,2 milioni di euro alla società ceca. I tre, che prima della loro esplosione con la maglia dello Slavia Praga erano considerati giocatori di seconda fascia, sono i veri protagonisti della schema tattico di Trpišovský: Kuchta, prima punta mobile e dinamica, ha realizzato 13 gol e 6 assist in questa stagione, mentre Provod, duttile ala sinistra, si è finora distinto con 5 gol e 10 assist. A stupire più di tutti, però, è stato senza dubbio il giovane Abdallah Sima, protagonista di una stagione talmente impressionante da attirare l’attenzione di Arsenal e Juventus: non a caso, il presidente Tvrdík ha già detto che portarlo via serviranno almeno 50 milioni di euro.

Prima, però, il club di Praga dovrà concludere una stagione che potrebbe vederlo protagonista su tutti i fronti. Dopotutto, come ha detto lo stesso Trpišovský, quello dello Slavia Praga è un vero e proprio miracolo sportivo. O, forse, è soltanto il miracolo di una progettazione e di una ricostruzione da grande squadra.