Il sabato di Premier League si chiudeva con la sfida tra Tottenham e Manchester United, sfida fondamentale per il futuro di Solskjaer. Il tecnico, dopo la pesante sconfitta casalinga contro il Liverpool, non aveva più margini di errore. Serviva una risposta ed è arrivata; tre gol fatti, nessuno subito e una prestazione convincente da parte di una squadra che aveva bisogno di una scossa. Pensare che ora siano risolti tutti i problemi è eccessivo ma, in vista di Atalanta e Manchester City, è una grande iniezione di fiducia. Non si può dire lo stesso per il Tottenham alla seconda sconfitta di fila senza segnare; quello dell’attacco sta diventando un problema di difficile soluzione. Il reparto offensivo di Espirito Santo, con nove gol realizzati, è il terzo peggiore di tutta la Premier dietro solo a Norwich e Leeds, due squadre in lotta per la salvezza. Serve lavorare perché l’attacco del Tottenham può e deve fare assolutamente meglio.

Solskjaer, boccata d’ossigeno

La fiducia della società è stata, momentaneamente, ben ripagata. Una vittoria per ripartire, allontanare le critiche e non perdere ulteriore terreno dal primo posto. Otto punti di distanza dal Chelsea sono tanti ma la strada è ancora lunga, basta solo trovare continuità. La risposta più importante è arrivata dalla difesa; zero gol subiti, dopo averne incassati venti nelle scorse dieci partite, è sicuramente un segnale importante. Altra nota positiva la prestazione di Cavani; la convivenza con Ronaldo ha funzionato e può essere riproposta in futuro perché il resto della squadra giochi con questa stessa intensità. I prossimi due impegni, con squadre dal gol facile, saranno determinanti per capire ulteriormente la crescita di questo gruppo

L’altra faccia della medaglia è il Tottenham a chi non è riuscito nulla; gli Spurs hanno faticato a trovare il modo per innescare Son-Kane, il motore di questa squadra.