Nel pareggio tra Svizzera e Italia (con cui gli azzurri si sono leggermente complicati il cammino verso il prossimo Mondiale) un grande protagonista è stato, senza dubbio, Sommer. L’estremo difensore del Borussia Monchengladbach è stato autore di una serie di parate decisive tra cui il calcio di rigore su Jorginho ad inizio ripresa. Intervento che testimonia quanto il classe 1988 sia bravo in questo fondamentale; venti rigori parati in carriera su ottanta affrontati. Numeri straordinari di un giocatore che, nell’ultimo anno, si è tolto grandissime soddisfazioni e ora vuole trascinare i suoi in Qatar.

Sommer, anno da incorniciare

Il rigore parato a Jorginho è l’ultimo di una lunga serie; venti su ottanta, un quarto di quelli affrontati dall’estremo difensore svizzero. Quest’anno è stato da incorniciare a partire dal doppio penalty neutralizzato a Sergio Ramos. Nella gara di Nations League, Sommer si è tolto una grandissima soddisfazione, parare non uno ma due rigori al difensore della Spagna. Una serata epocale considerando come Ramos, fino a quel momento, ne aveva realizzati ventidue di fila. Dato che aumenta l’importanza di quanto fatto dal portiere elvetico.
Le soddisfazioni, però, non sono finite qui; agli europei la Svizzera ha vissuto la serata perfetta negli ottavi di finale contro la Francia. Una partita storica impreziosita da quanto successo nella lotteria dal dischetto; ai calci di rigore ha avuto il merito di fermare quello di Mbappé. Parare il tiro di quello che ad inizio competizione era considerato la stella pronta a trascinare la propria nazionale, è una di quelle cose da raccontare a figli e nipoti.
Dopo Ramos e Mbappé mancava Jorginho all’appello degli specialisti dal dischetto. Contro il centrocampista azzurro Sommer ha avuto l’intelligenza e la bravura di restare in piedi fino all’ultimo, aspetto fondamentale per avere la meglio nel duello a distanza con l’ex Napoli.
Ramos, Mbappé, Jorginho; quattro rigori parati in meno di un anno a dei veri e propri specialisti in questo fondamentale. Sommer è riuscito in un’impresa difficilmente ripetibile.