La finale olimpica sarà quella prevista: Spagna contro Brasile, le due migliori nazionali del torneo. Due qualificazioni decisamente sofferte, visto che entrambe non sono riuscite a superare il turno entro i 90 minuti: il Brasile addirittura ai calci di rigore, la Spagna ai tempi supplementari.

Il Giappone padrone di casa si è opposto fin che ha potuto: ha difeso a oltranza fino al gol di Asensio, che poi ha indirizzato in maniera definitiva la partita. Ha vinto alla fine la profondità della rosa della Spagna di De la Fuente, che nel momento in cui ha visto alzare bandiera bianca a due giocatori rappresentativi come Olmo e Pedri, stremati dopo una stagione interminabile, ha potuto pescare il jolly Marco Asensio, poi decisivo per la vittoria.

Il maiorchino ha fatto la differenza con un tiro a giro di sinistro degno della sua classe, che forse avrebbe meritato un posto anche nell’Europeo della nazionale maggiore. Dopo tanto forcing, un rigore tolto dal var e una partita praticamente passata per intero nella metà campo avversaria, è arrivato il gol che porta la Spagna alla finale olimpica. Lì ci sarà la partita col Brasile, squadra con una rosa differente, soprattutto per quanto riguarda l’esperienza, meglio distribuita in ambito spagnolo, ma con picchi più alti per i verdeoro grazie alla presenza dell’eterno Dani Alves.

Sarà il massimo che il torneo olimpico poteva offrire: una sfida tra giganti che hanno fatto i conti con sfide più complicate del previsto. Ostacoli che non hanno impedito che le due corazzate arrivassero in fondo, pronte a giocarsi un oro che con questo livello varrà decisamente tanto.