La prima big di questo Europeo a non vincere è la Spagna: dopo l’esordio da 3 punti di Italia, Belgio, Inghilterra e Olanda, la Roja non è riuscita a fare la voce grossa. Il tema principale è stata la scarsa produttività offensiva per un gioco complessivamente coinvolgente ma che fatica a mettere in porta i propri attaccanti.

La formazione di Luis Enrique aveva già lasciato qualche perplessità, seppur minori rispetto a quelle delle convocazioni, ma il centrocampo a livello globale ha retto bene il campo e coinvolto sia gli esterni bassi che quelli alti, ma nel momento del servizio delle prime punte ha faticato a trovare la giocata giusta.

Se poi Morata non ha la lucidità di mettere in porta le facili palle gol che gli sono capitate, allora diventa veramente complicato riuscire a vincere le partite. Difficile inoltre capire il perché dell’esclusione dalla formazione titolare di Gerard Moreno, che in questo momento è la punta più pericolosa e in forma della squadra: l’attaccante del Villarreal, decisivo nella vittoria dell’Europa League e premio Zarra della scorsa Liga, si è reso più pericoloso del suo collega con un minutaggio decisamente ridotto, arrivando a sfiorare in due occasioni il gol del vantaggio.

Di fatto Luis Enrique deve riguardare questa partita e cercare delle soluzioni a questa sterilità offensiva: le occasioni migliori sono nate da imbucate di Pedri per Jordi Alba in puro stile Barcellona, ma altri tipi di soluzione hanno faticato a mettere le punte in condizione di fare gol. Probabilmente sarà necessario dare centralità a Gerard Moreno e coinvolgere di più gli esterni nella costruzione del gioco per dare all’attaccante del Villarreal la possibilità di liberare il suo sinistro.

Il cammino è ancora lungo e le ultime due partite possono dare la possibilità a questo gruppo di trovare ritmo e risolvere il problema della sterilità offensiva, che se trascinato troppo a lungo potrebbe essere la vera causa di un cammino non troppo lungo.