Il Manchester City conferma le impressioni devastanti dell’ultimo periodo e manda un chiaro segnale a tutta l’Europa: la finale di Oporto rischia di avere, almeno potenzialmente, la sua vendetta. All’Alvalade di Lisbona gli Sky Blues hanno dominato dal primo all’ultimo secondo del match, con la casella alla voce “tiri in porta” dello Sporting rimasta malinconicamente a zero.

Il momento strepitoso degli uomini di Guardiola, d’altra parte, è sotto gli occhi di tutti, con 12 vittorie negli ultimi 13 impegni ufficiali e una sorta di dominio imposto anche a quella che può essere definita come una Champions League dei campionati come la Premier. Il palleggio del Manchester City, spesso regolato dai centrali Dias e Laporte (che ha sfiorato quota 100 tocchi e un picco di previsione vicino al 100%), ha sostanzialmente irretito i buoni propositi biancoverdi, spenti subito dalle due reti subite in 15′ firmate da Mahrez e dal fischiatissimo (ex Benfica) Bernardo Silva, eroe della serata con un gol che ha fatto alzare in piedi praticamente tutto lo stadio, come accade soltanto poche volte.

Encomiabili, nonostante tutto, i sostenitori dei Leões, che hanno applaudito a lungo i propri ragazzi al termine di una gara sotto certi versi straziante, dominata in lungo e in largo dal Manchester City senza nessuna possibilità di replica. Ora si proverà l’assalto al primo posto del Porto in campionato, che però dista 6 punti e non sarà raggiungibile tramite lo scontro diretto, già giocato venerdì. Questa sera da salvare per Amorim in vista della partita di ritorno resta davvero poco, se non forse, sdrammatizzando, il fatto che i gol in trasferta non valgono più doppio.