Stekelenburg, il declino del portiere della nazionale olandese

Il ruolo del portiere è sempre stato quello più complicato, soprattutto se entra in gioco la poca tranquillità mentale. Sembra essere proprio questo il problema che ha colpito Stekelenburg, ex portiere della nazionale olandese e numero 1 dell’Ajax. Dopo ottime prestazioni sia con gli Oranje che in Eredivisie, ha provato il salto di qualità nel campionato italiano per difendere la porta della Roma. L’esperienza non è stata esaltante e, dopo 2 anni, l’inevitabile cessione al Fulham in Premier League. Dopo la retrocessione della formazione londinese, ha vagabondato in prestito per l’Europa, fino ad essere acquistato dall’Everton. Questa stagione è l’ultima occasione utile per risollevare la propria carriera a 33 anni. Ripercorriamo il suo percorso fino al suo arrivo sull’altra sponda di Liverpool…

STEKELENBURG TRA NAZIONALE E EREDIVISIE

Maarten Stekelenburg è cresciuto calcisticamente nel VV Schoten per poi passare, all’età di 15 anni, nelle giovanili dell’Ajax. Qui la crescita è veloce e convincente: le sue doti tra i pali vengono molto apprezzate da Koeman che decise di farlo esordire nella Johan Cruijff Schaal del 2002 contro il Psv. Il debutto è ottimo e si conclude per 3-1 per i lancieri, pronti ad alzare l’ennesimo trofeo. Una settimana dopo esordisce anche in campionato contro l’Utrecht a vent’anni ancora da compiere. Nella stagione difese la porta ancora in 9 occasioni come terzo portiere della squadra: davanti aveva Lobont (suo collega anche alla Roma) e Didulica. L’anno seguente mette alle spalle altre 10 presenze e nel ritiro pre campionato del 2004, Koeman senza remore, lo nomina titotale della stagione. Togliendo qualche piccolo infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per qualche mese, Stekelenburg colleziona 191 presenze in Eredivisie subendo 193 tra il 2001 e il 2011.

Le ottime prestazioni lo portano a vestire la maglia da titolare della propria nazionale nel 2004, dopo qualche gara di gavetta con l’under 21. Con la maglia olandese scenderà 54 volte in campo subendo 40 reti. Con gli Oranje diventa vicecampione del mondo nel 2010, uscendo sconfitto contro la Spagna per 1-0, con Iniesta marcatore ai tempi supplementari. Sempre nel 2010 viene eletto come 5° miglior portiere del mondo dietro solo a Casillas, Julio Cesar, Cech e Neuer. Nell’ultima stagione all’Ajax giocherà 44 gare venendo bucato solo in 41 occasioni. Le ottime prestazioni colpiscono diverse squadre europee tra cui proprio la Roma, alla ricerca di un vero estremo difensore da diversi anni.

Nel suo palmares possiamo trovare: 3 campionati olandesi, 4 coppe d’Olanda e 4 supercoppe d’Olanda. Medaglia d’argento ai mondiali del 2010 in Sudafrica.

L’ARRIVO IN ITALIA E L’INIZIO DEL DECLINO

Stekelenburg atterra a Fiumicino alla corte di Luis Enrique nell’estate del 2011 per un costo di circa 8 mln di euro, bonus inclusi. L’esordio è immediato nei preliminari di Europa League contro lo Slovan Bratislava, perso per 1-0. Il battesimo non è dei migliori e le certezze sul numero 1 cominciano immediatamente a vacillare. Il tifosi della Roma lo sostengono per tutta la stagione, ricca di alti e bassi, ma alla fine non rimangono soddisfatti delle sue prestazioni: 33 gare stagionali e 45 reti incassate. Le colpe non possono ricadere tutte sull’olandese che ha dovuto provvedere anche ad una difesa non solida e uno schema di gioco che non ha mai preso piede in Italia. Lui Enrique saluta e subentra Zeman, tecnico che non ha mai esaltato il gioco degli estremi difensori. L’annata è peggiore della prima: 22 volte titolare (causa anche diversi infortuni muscolari) e 33 gol subiti. La società capitolina non crede in lui e riesce a venderlo nell’estate del 2013 al Fulham per 6 mln di euro. La Premier non esalta Stekelenburg che ha fine anno deve arrendersi alla retrocessione della sua squadra. Dalla serie B inglese, il numero 1 viene dato in prestito al Monaco, ma in Ligue 1 viene utilizzato in una sola occasione, relegato in panchina come secondo di Subasic. Sentitosi indesiderato, l’ex nazionale, torna alla base dove viene girato in prestito nuovamente. Questa volta il campionato resta lo stesso, la Premier, ma l’allenatore che vuole è diverso: Koeman. Il tecnico che lo scoprì e lo valorizzò ai tempi dell’Ajax lo richiedeva a gran voce per difendere la porta del Southtampton. Per sua sfortuna, Stekelenburg si ritrovò nella formazione biancorossa meno in forma degli ultimi anni: per lui solo 17 partite e 25 gol subiti, ma un ottimo 6° posto finale.

A fine stagione Koeman lascia per trasferirsi a Liverpool, sponda Everton, e il primo rinforzo è stato proprio richiedere il 33enne portiere olandese. Stekelenburg senza pensarci un solo minuto ha immediatamente accettato sperando che questo sia realmente l’anno buono per chiudere onorevolmente il proprio cammino sportivo. All’esordio un solo gol incassato per colpa di uno svarione difensivo che ha favorito Lamela, ex compagno ai tempi della Roma.

Koeman forse è l’angelo custode che può far ricomparire quelle doti che hanno sempre cotraddistinto l’ex portiere degli Oranje: ottima autorità e reattività tra i pali coadiuvata da uscite precise sia alte che basse. Unico grande difetto? Essere sordo dall’orecchio destro, piccolo handicap che ne ha sempre limitato l’esplosione. Sicuramente, il numero 1, è consapevole che la sua ultima chance prende il nome di Everton.

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