È stato un mercoledì da matita rossa per la sanità argentina: il Ministero della Salute ha reso noto che nelle ultime 24 ore è stato registrato un doppio record di contagi (35.543) e morti (745), che portano il Paese al non invidiabile primato di morti giornaliere per milione di abitanti (16.46, superato il Brasile a 11.82).

Una nazione sull’orlo del collasso sanitario, che dovrà anche con tutta probabilità sobbarcarsi l’onere di ospitare interamente la Copa América in partenza a giugno, dopo che la CONMEBOL ha imposto alla Colombia, Paese co-ospitante, di rinunciare all’organizzazione della kermesse continentale a causa della pesantissima situazione di crisi sociale, sanitaria ed economica.

 

Nell’ottica di limitare la diffusione del contagio, il presidente Alberto Fernández ha annunciato un lockdown totale della durata di nove giorni, con un coprifuoco restrittivo e misure di isolamento e distanziamento sociale. In coda alle risoluzioni approvate dal governo, il Ministro dello Sport ha chiesto alla AFA di sospendere temporaneamente lo svolgimento di tutte le attività nelle competizioni organizzate sotto la sua egida: di conseguenza, la federazione ha annullato lo svolgimento, previsto per il prossimo weekend, delle semifinali di Copa de la Liga Profesional.

 

 

Il campionato argentino, giunto a tre partite dalla conclusione e con il calendario del penultimo atto già ufficializzato (Independiente-Colón sabato, Boca Juniors-Racing Club domenica), si trova quindi a dover fare i conti con un improvviso stop per tutto il mese di maggio: per la riprogrammazione si parla di 1-2 giugno, con il 5 giugno come data dell’ipotetica finale. Un rinvio che non pare francamente risolutivo e che potrebbe invece nascondere ulteriori problematiche, visto il possibile conflitto con le date della Copa América (in partenza l’11 giugno) ma non solo: i contratti di molti giocatori, infatti, scadono il 30 giugno e, in caso di ulteriori slittamenti, le squadre ancora in corsa per il titolo potrebbero perdere dei pezzi prima della conclusione del torneo.

 

Diversa la linea della CONMEBOL, intenzionata a non interrompere lo svolgimento di Copa Sudamericana e Copa Libertadores, onde evitare ritardi sul calendario. Le compagini argentine sarebbero quindi tenute a scendere in campo per gli impegni continentali nelle settimane a venire, al netto delle misure restrittive attive sul territorio nazionale. Adeguarsi al protocollo CONMEBOL potrebbe essere una soluzione per non fermare a lungo il fútbol, come sottolineato da Cristian Malaspina, vicepresidente della Liga Profesional:

“Per le partite rimanenti, adatteremo tutti i nostri protocolli a quelli della Copa Libertadores, che sono approvati dal Ministero della Salute, per  tentare di concludere il torneo prima di giugno perché abbiamo il problema dei contratti in scadenza, le Qualificazioni Mondiali e la Copa América. I club dovranno adattarsi al nuovo calendario”.