Alla fine del Clásico di Supercoppa di Spagna la sensazione era che non potesse esserci epilogo differente: neanche un Barcellona di buonissima presenza ha potuto farci qualcosa contro una squadra più forte e attrezzata, nonostante la partita si sia prolungata fino ai tempi supplementari.

Il Barça ha dato tutto, ha quel tutto non è bastato: due rimonte, una grande prova nel secondo tempo eppure il Real Madrid senza troppe fatiche ha trovato per tre volte la via del gol. Vinicius a questi livelli è immarcabile per un Dani Alves che ha dimostrato di aver superato da tempi i giorni migliori, mentre il resto dell’attacco ha messo in ginocchio il resto della difesa che non ha potuto nulla nonostante la buona prova di centrocampo e attacco. Insomma a oggi il Barcellona non può competere contro il Real: lo possono fare squadre più deboli perché stimolano reazioni differenti, ma con il sapore della grande sfida, è difficile che l’esito sia differente.

Questa situazione però non è destinata a durare in eterno: il Real ha dimostrato di essere al suo massimo e sicuramente si rinforzerà la prossima estate, ma il Barcellona è in crescita e prima o poi tornerà competitivo. Oggi il Real ha vinto, forse non con pieno merito, ma si è dimostrato più forte come squadra, come gruppo, come qualità complessiva. Xavi ha tirato fuori il massimo da una squadra che ha ancora delle assenze e che ha messo molti giocatori non al top, ma che anche con la massima prestazione sarebbe uscito eliminato. In futuro con questo tipo di scelte però le cose potrebbero riprendere la via dell’equilibrio.