A sorpresa la Svezia è arrivata tra le prime otto, un traguardo che non raggiungeva da ventiquattro anni ed è stato ottenuto proprio nel Mondiale in cui è mancato il suo miglior giocatore:Zlatan Ibrahimovic. E non è la prima volta che la squadra scandinava ottiene grandi risultati senza il suo centravanti migliore. Verso la fine degli anni ’40 si stava mettendo in risalto un centravanti eccezionale che giocava in patria nel Nörkopping e per vivere faceva il pompiere. Gunnar Nordahl rappresentava il grande centravanti possente d’area di rigore, dotato di grandi qualità tecniche e arrivato tardi a importanti palcoscenici, come tutti quelli della sua generazione, a causa della guerra. Si fece notare a 27 anni alle Olimpiadi di Londra del 1948, quando il “Pompiere” fu decsivo per l’oro realizzando due gol all’Austria, quattro alla Corea del Sud e un gol nella finale contro la Jugoslavia. La sua campagna olimpica non passò inosservato e Milan e Juventus fecero partire una vera e propria asta per acquistarlo e alla fine furono i rossoneri ad avere la meglio. Da qui nacque però una grande diatriba in Svezia. Il calcio non era professionistico e la federazione stabilì che in nazionale avrebbero potuto giocare solo giocatori provenienti dal campionato nazionale. La decisione fece molto scalpore e venne tolta subito dopo, a seguito dell’esodo di svedesi verso la Serie A, ma per Gunnar non ci fu più l’occasione di giocare i  nazionale. Nordahl scelse comunque l’Italia nel gennaio del 1949 chiudendo dunque la sua carriera internazionale con quarantatre reti in trentatre presenze, ma non riuscirà mai a presenziare in due grandi Mondiali dove la Svezia otterrà prima un terzo posto nel 1950 e poi lo storico secondo piazzamento nel 1958.
Simile a Nordahl per importanza in area di rigore, anche se più fantasista, Zlatan Ibrahimović è stato l’icona del calcio svedese per oltre un decennio ma in nazionale i problemi non sono mancati. Nonostante abbia sempre disputato ottimi Europei, tranne l’ultimo in Francia, non è mai riuscito a ottenere grossi risultati fermandosi a un quarto di finale nel 2004 e lasciando soltanto grandi gol personali a ogni torneo. Al Mondiale invece è sempre stato disastroso. Sono state solo due le sue partecipazioni, nel 2002 e nel 2006, senza mai riuscire a segnare e per ben due volte mancò la qualificazione alla fase finale. Forse una figura troppo ingombrante in una squadra senza grandi stelle e che di primi della classe ha dimostrato di non aver bisogno.
Nordahl e Ibrahimovic sono il terzo e il miglior marcatore di sempre dei “Blågult” ma le assenze da tornei mondiali storici per la Svezia saranno sempre una macchia indelebile della loro carriera.