Sono soli 534 chilometri a separare la Edén Arena di Praga dallo Stadion Cracovii, dove la sera del 30 giugno sapremo il nome della nazionale campione d’Europa U21. Esattamente due anni prima, sicché pure la finale del 2015 si giocò il medesimo giorno, vinse la Svezia al termine di una kermesse coinvolgente e non povera di sorprese.

Perchè non ripetersi? – La storia è ancora nel suo sviluppo. Si è chiuso il capitolo meglio riuscito dopo tanti altri poco coinvolgenti e solo qualcuno leggermente spiccante dalla mediocrità generale (leggi: solo nel 1990 e 2009 la Svezia Under21 aveva raggiunto le semifinali; mai prima del 2015 c’era stata una finale), questo è vero. Ma chi dice che le prossime pagine non possano contenere una storia bellissima? In Repubblica Ceca, due anni fa, solo all’ultimissimo secondo la nazionale scandinava strappò il pass per le semifinali: lo ricordiamo bene noi italiani, perchè quel famigerato biscotto ci costò la prematura uscita di scena dal torneo. Il marcatore, all’89’ della sfida contro il Portogallo, fu quel Simon Tibbling che vestirà la maglietta dell’Under21 anche in Polonia. Insomma, la continuità c’è. Dicevo, di Euro2015: contro l’Italia la Svezia mise in mostra tutto il potenziale offensivo di cui poteva disporre: dopo la rete di Berardi, un guizzo di Guidetti e un rigore trasformato da Kiese Thelin al minuto 86 ribaltarono tutto. Giusto per ricordarlo, sia la punta del Celta Vigo che il collega attualmente all’Anderlecht sono stati promossi a tempo pieno nel gruppo di Janne Andersson (più il primo che il secondo, a voler dirla tutta). Detto francamente, questa truppa non ha meno sfrontatezza di quel gruppo di giovanotti fazioni e ribelli che riuscì a conquistare ai rigori il loro primo trofeo giovanile di sempre. Di quella rosa, altri non son rimasti che due: detto di Tibbling, resta Kristoffer Olsson. Classe ’95, del suo AIK è già un pilastro nonostante la giovane età. E la sua leadership l’ha reso il capitano della selezione che in Polonia potrà provare a difendere il titolo.

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Tutti col famosissimo saluto militare. Una bellissima foto ricordo che poi è anche l’unica della storia svedese. Cheers, Kurzawa!

La rosa e le rinunce – Polonia ossia la terra di cui è originario Pawel Cibicki, come evincibile dal nome. Nato però a Malmoe, cresciuto nelle giovanili di un FF che punta ad occhi chiusi su di lui, non è la prima scelta in avanti. Può sembrare un controsenso, ma è uno dei caratteri che spiccano maggiormente in questa Svezia. Sulla carta, mi sento di dire che da Guidetti-Thelin e Mikael Ishak come riserva a Strandberg-Engvall con Pawel in panchina il passo c’è. La stella è Engvall: attualmente al  Djurgardens (ma di proprietà del Bristol City), è uno dei talenti più cristallini che il panorama calcistico svedese ha da offrire. Forse anche meglio di Isak. Il suo rendimento stagionale parla di 6 reti e 2 assist in 12 partite, che fanno del 21enne di Kalmar il capocannoniere di quest’Allsvenskan a pari merito col compagno di squadra Eriksson e Karl Holmberg. Altri volti curiosi sono quelli di Egzon Binaku (due anni fa era la riserva di Victor Nilsson Lindelöf, oggi ne prende il testimone) e Jacob Une Larsson (volto nuovo dell’Under21, fino allo scorso anno pressoché sconosciuto), mentre Emil Krafth ha annunciato la rinuncia alla convocazione. Il motivo è stato spiegato dallo stesso terzino del Bologna: “Volevo partecipare poi ho fatto qualche riflessione. Ho capito di non essere stato tanto presente nel gruppo che si merita di disputare l’Europeo. Devo anche ascoltare il mio corpo, fisicamente e mentalmente ho bisogno di riposo per essere al meglio in vista della prossima stagione”, ha parlato ai microfoni dell’Helsinborg Dagblad. Il resto della rosa regala un’interessante considerazione: ben 5 giocatori provengono da Norrköping. WahlqvistDagerstål blindano la difesa e attualmente sono colonne portanti dell’IFK. A logo vanno aggiunti anche il sopracitato Olsson, Muamer Tankovic e Alexander Fransson, usciti dal vivaio Peking (letteralmente “Pechino”). Il sesto sarebbe Niclas Eliasson, cresciuto nel Falkenberg ma attualmente all’IFK. Sempre a proposito di Norrköping, un paio di considerazioni. La prima riguarda Janne Andersson, che ha guidato il club e ora è tecnico della nazionale dopo aver vinto uno storico titolo nel 2015. La seconda è a proposito dell’allenatore dell’U21 Håkan Ericson, il quale appunto proviene dalla regione di Norrköping.

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Cibicki è quello con la 11 che corre, Strandberg è il 10 che balla. Il terzo della foto è Melker Hallberg, ex Udinese, ma fate finta che ci sia Gustav Engvall e avrete tre buoni motivi per temere la Svezia.

Come arriva in Polonia – Il gruppo 6 delle qualificazioni a questo Europeo Under21 è certamente stato tra i più avvincenti. Oltre alla Svezia, c’erano Spagna e Croazia: gli iberici con la solita rosa straricca di talento (Arrizabalaga, Bellerín, Meré, Vallejo, Manquillo, Saúl, Ceballos, Deulofeu, Óliver Torres, Munir, Asensio, Castillejo, Borja Mayoral…), i Vatreni non senza qualche individualità particolarmente pronunciata (Benković, Perica, Pašalić, Halilović, Brekalo…). Perfino la Georgia di Kacharava (6 reti in 10 partite) pareva temibile. Alla fine, però, nessun problema: Svezia prima con 24 punti, Spagna a 23 e ai playoff, Croazia a 20 e fuori dall’Euro2017. Da sottolineare come i Blågult non abbiano mai perso: i due scontri diretti con gli spagnoli sono terminati 1-1 (a Tenerife grazie ad Engvall, a Malmö grazie ad un autogol all’86’ di Mikel Merino). Per il resto, tanti gol (3-0 e 0-2 contro San Marino, 5-0 e 0-3 contro l’Estonia, 1-1 e 4-2 contro la Croazia) ma con la Georgia semmai c’è stato più di un patema d’animo: 0-1 a Gori con Mrabti in gol, 3-2 a Uddevalla con pari georgiano all’89’ e definitiva marcatura di Jordan Larsson al 95′. Una dato importante, infine, è quello relativo ai marcatori: i 24 gol sono stati firmati da ben 15 giocatori diversi. Engvall e Olsson a 3, a 2 c’erano Ayaz, Hallberg, Mrabti e Tankovic, a 1 tutti gli altri: Asoro, Cibicki, Dagerstål, Fransson, Gustafson, Krafth, Jordan Larsson, Strandberg e Wahlqvist. E non dover dipendere da un Perica/Deulofeu/Munir di turno, è certamente positivo.

Come gioca – Ludwig Augustinsson ha snobbato l’Under21 preferendo la nazionale maggiore e dando la priorità al suo nuovo club, il Werder Brema. Pa Konate, che in teoria avrebbe dovuto prendere il suo posto, si è infortunato in campionato (strappo al tendine del ginocchio) e non sarebbe riuscito ad esser in campo in tempo. Anche Victor Nilsson Lindelöf è stato pressato dal club affinché dicesse no alla convocazione (e lo United in questo caso pare aver insistito: sarà mica perchè Mou è portoghese?). In ogni caso, ben capite che la spedizione polacca sarà condizionata e non poco da infortuni e rinunce. Con molto aplomb, Ericson si è trovato a dover spegnere l’incendio divampato sul caso: “Il declino è di molte e diverse ragioni: si sentono usurati sia fisicamente che mentalmente, ed è anche per il loro futuro. E’ stato un bene con le pressioni del club, anche se non ricevono o li possono fermare”. Certamente la linea difensiva scandinava perde tre pilastri non indifferenti, sicché la loro presenza avrebbe reso impermeabile un reparto che attualmente perderebbe, sulla carta, qualche goccia. Senza contare che Lindelöf era il capitano dell’Under21, e che insieme ad Augustinsson e Konate aveva preso parte alla conquista di Praga. Per il resto, sarà 4-4-2 compatto: la sconfitta contro la Danimarca ha peraltro visto in campo quella che dovrebb’essere il miglior undici. In porta spazio a Cajtoft (ma il ballottaggio con Dahlberg potrebbe ribaltare le gerarchie), mentre in difesa i dubbi riguardano il reparto centrale. Filip Dagerstål potrebbe aver il posto certo, ma accanto a lui si giocano una maglia Nilsson e Brorsson. La fascia sinistra, privata di titolari e riserva ipotizzati (Augustinsson e Konate) vedrò Lundqvist con Ssewankambo a dargli un eventuale cambio (quest’ultimo uscito dall’academy del Chelsea). A centrocampo partirebbero indietro nelle gerarchie Fransson ed Eliasson, ma il loro impiego a gara in corso è praticamente certo. Specialmente il secondo, perchè Tibbling nasce come centrale di centrocampo e qualora vi fosse l’esigenza di un modulo più offensivo Niclas avrebbe il posto sulla corsia destra. Davanti, difficilissimo azzeccare chi comporrà il tandem accanto a Gustav Engvall. Cibicki e Strandberg sono al momento i principali candidati, ma occhio a Joel Asoro del Sunderland.

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Ci predicherà la calma, visto che Victor non sarà in Polonia a tentare il doblete?

Aspettative – Dopo l’oro del 2015 è lecito aspettarsi tutto. Sulla carta, due anni, dopo la nazionale U21 è più anonima. Ma i presupposti per far bene ci sono, e senza troppe difficoltà magari si festeggerà anche sotto al cielo di Cracovia.

PORTIERI
1 Tim Erlandsson (25/12/1996, AFC Eskilstuna)
12 Anton Cajtoft (13/2/1994, Jönköpings Södra IF)
23 Pontus Dahlberg (21/1/1999, IFK Göteborg)

DIFENSORI
2 Linus Wahlqvist (11/11/ 1996, IFK Norrköping)
3 Jacob Une Larsson (8/4/1994, Djurgårdens IF)
4 Joakim Nilsson (6/2/1994, IF Elfsborg)
5 Adam Lundqvist (20/3/1994, IF Elfsborg)
13 Isak Ssewankambo (27/2/1996, Molde FK)
14 Filip Dagerstål (1/2/1997, IFK Norrköping)
15 Franz Brorsson (30/1/1996, Malmö FF)
20 Egzon Binaku (27/08/1995, BK Häcken)

CENTROCAMPISTI
6 Simon Tibbling (7/7/1994, Groningen)
7 Alexander Fransson (2/4/1994, FC Basel)
8 Kristoffer Olsson (30/6/1995, AIK)
9 Muamer Tanković (22/2/1995, AZ)
16 Melker Hallberg (20/10/1995, Kalmar FF)
17 Kerim Mrabti (20/5/1994, Djurgårdens IF)
19 Niclas Eliasson (7/12/1995,  IFK Norrköping)
21 Joel Asoro (27/4/1999, Sunderland)
22 Amin Affane (21/1/1994, AIK)

ATTACCANTI
10 Carlos Strandberg (14/4/1996, Westerlo)
11 Gustav Engvall (29/4/1996, Djurgårdens IF)
18 Paweł Cibicki (9/1/1994, Malmö FF)

FORMAZIONE TIPO –  Cajtoft; Wahlqvist, Une Larsson, Dagerstål, Lundqvist; Tibbling, Hallberg, Olsson, Tankovic; Strandberg, Engvall.

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Dimmi tu, Hakan, ne vinciamo un’altra di quelle belle medaglie così lucenti?