Una sconfitta e un pareggio; con questo score l’Uruguay si presentava alla gara con la Bolivia, la terza nel gruppo A di Copa América. Match fondamentale per la Celeste e l’obiettivo quarti di finale. Anche i ragazzi di Cesar Farias non potevano permettersi errori considerando gli zero punti in classifica. Esclusi i primissimi minuti della ripresa, la partita è stata a senso unico con Suarez e compagni in totale controllo fin dall’inizio. Troppa differenza in campo tra le due nazionali con il punteggio che poteva essere molto più largo del due a zero finale. Questi tre punti permettono a Tabárez di spezzare un digiuno lungo cinque partite: prima volta da quando il tecnico siede sulla panchina della Celeste.

Tabárez torna al successo

Diciassette anni complessivi alla guida dell’Uruguay (il biennio 1988-1990 e dal 2006 ad oggi); un periodo lunghissimo per un tecnico specie se passato sulla panchina della nazionale. Con lui la Celeste si è tolta molte soddisfazioni tra cui la semifinale al mondiale 2010 ma soprattutto il successo nella Copa América del 2011 battendo in finale il Paraguay. Ieri sera, però, Tabárez doveva mettere fine alla più lunga striscia negativa da allenatore dell’Uruguay: cinque partite senza vittoria con un solo gol fatto e quattro subiti. Digiuno interrotto in una partita sì semplice ma di grande importanza perché può permettere alla Celeste di ritrovare la giusta forza mentale nonostante la Bolivia non possa essere considerata un banco di prova significativo. Oltre al successo è arrivata anche la qualificazione alla fase successiva; serata perfetta nonostante le troppe occasioni sbagliate. Suarez, Cavani, Facundo Torres e Maxi Gómez hanno commesso errori incredibili sotto porta; aspetto sui cui bisogna assolutamente lavorare perché, con avversari di calibro ben più importante, si rischia di pagare un prezzo decisamente elevato.

Bisognava vincere e così è stato; l’Uruguay si sblocca e prova a dare un senso diverso ad una competizione, fino a questo momento, con numerosi alti e bassi.