Talleres, un modello da imitare: intervista con Miguel Cavatorta

Anche se nella scorsa giornata di campionato è arrivata la sconfitta col Defensa y Justicia che ha significato fine dell’imbattibilità e sorpasso in testa alla classifica ad opera del River Plate, la stagione del Talleres è fin qui di livello e degna di approfondimento, soprattutto perché giunge a coronamento di un processo organico pluriennale.

Abbiamo avuto modo di parlarne con Miguel Cavatorta, Responsabile delle Relazioni Istituzionali del club di Córdoba.

 

L’attuale gestione del Talleres, guidata dal presidente Andrés Fassi, inizia nel 2014, dopo che il club aveva vissuto 10 anni di amministrazione controllata, peggior capitolo della sua storia.

L’idea alla base del processo di rifondazione è quella di riportare la società i fasti storici degli anni Settanta, attraverso la creazione di un ambiente ideale per far sì che l’allenatore, lo staff e i giocatori possano esprimersi al meglio: tutto ciò ha portato all’ingaggio di Alexander Medina, che tanto bene sta facendo nelle ultime tre stagioni.

 

Le decisioni prese nell’arco degli anni, volte ad una gestione amministrativa professionale e sostenibile, hanno fatto sì che, di riflesso, si creasse un ambiente tranquillo che ha, a sua volta, portato risultati sportivi importanti: i trionfi di Frank Darío Kudelka e Juan Pablo Vojvoda hanno permesso, grazie all’appoggio dirigenziale, di arrivare ai risultati che Alexander Medina sta ottenendo, con la semifinale di Copa Argentina ed un campionato di vertice in Liga Profesional.

 

Per abbinare risultati sportivi e conti in ordine, diventa fondamentale il comparto delle giovanili ed il potenziamento dello scouting. Grazie a ciò, il Talleres ha il bilancio in attivo da 6 anni consecutivi ed ha saputo fronteggiare la crisi senza smettere di investire, tanto che a novembre verrà inaugurato un Centro Deportivo Alto Rendimiento.

La capacità di potenziare giovani e venderli nei migliori campionati esteri, è notevole in quanto poi spesso si tratta di giocatori che mantengono un alto livello di prestazioni anche in un calcio più esigente o competitivo.

La carriera di Hincapié (Bayer Leverkusen), Navarro (Chicago Fire) e Molina (Lens), tutti titolari con i club di destinazione, non è casuale: a Córdoba si comprano e formano giocatori con uno standard di respiro internazionale.

 

E se, in un futuro prossimo, il processo di crescita del Talleres si incontrasse con la volontà di qualche campione desideroso di rientrare in patria, perché non sognare di vedere in campo con la maglia albiazul un grande giocatore? Magari quel Javier Pastore che tante volte ha detto di voler vestire di nuovo la camiseta della T

 

Alla fine, tra Argentina ed Italia c’è un legame di sangue che corre attraverso gli ultimi due secoli, ed ecco che anche nella provincia di Córdoba si scopre esserci un tifoso dell’Udinese, che segue i bianconeri ogni settimana e che, tutto sommato, si sente anche un po’ italiano.

 

Giacomo Cobianchi

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