Eden Hazard,Romelu Lukaku,Adnan Januzaj, Radja Nainggolan…ecc. Questi sono alcuni dei tantissimi nomi e cognomi dei fiori sbocciati nel florido giardino calcistico belga negli ultimi 30 anni, atleti devoti all’eleganza del tocco e alla precisione nell’intervento in scivolata, giocatori che sono segnati sui taccuini dei grandi club europei da quando avevano 13 anni e indossavano scarpe comprate dai propri genitori. Uno dei segni tangibili di questa fiamminga rivoluzione sono le ultime competizioni europee e mondiali, in cui i Red Devils (da non confondersi con quelli dello United di Sir Eric Cantona) hanno ben figurato, imprimendo una rapida marcia verso il primo posto nel Ranking Fifa , superando nazionali di rilievo assoluto. Come in tutti i processi calcistici che avvengono all’interno di squadre di talento, esso non si è fermato solamente al connubio dribbling-fantasia, ma si è stazionato anche in altre zone del campo in cui la resistenza e l’intelligenza difensiva la fanno da padroni. Sull’out di destra, come terzino e/o laterale avanzato, è stato schierato un baby-face di 190 centimetri che risponde al nome di Thomas Meunier: storia particolare la sua, figlia di un senso del gol poco invidiabile e di una consapevolezza dei propri mezzi e del proprio ruolo avvenuto in “tarda età”.

Nato il 12 settembre 1991 nella cittadina di Saint Ode, caratteristica per i parchi immensi in cui la passeggiata a cavallo è d’obbligo, è un ragazzo che vive la sua prima sofferenza calcistica a 15 anni, quando si deve allontanare dalle giovanili dello Standard Liegi, accasandosi alla squadra di terza divisione del Royal Excelsior Virton, per ben 3 anni. Saggia decisione, poi commentata dallo stesso calciatore, che ha affermato quanto lo abbia aiutato nella sua vita il non esser ossessionato dal mondo del calcio in quel periodo, potendosi concentrare sullo studio e sulla scoperta dei suoi tantissimi interessi: da atipico terzino, diventa atipico atleta, appassionato alla pittura con una predilizione per Dalì e ossessionato dalla figura surrealista belga di Kamakurga. Dopo le esperienze con le divisioni minori, passa il primo luglio 2011 al Club Brugge con cui colleziona in 5 anni: 198 presenze, 20 gol e 22 assist, raggiungendo l’apice delle sue prestazione quest’anno impiegato 42 volte come terzino destro. Caratteristiche fisiche spaventose, con un accelerazione proibita per quelle altezze e con un destro molto educato grazie agli anni passati da attaccante e ala destra nelle divisioni minori. In questa sessione di mercato è stato ricercato subito dalle grandi d’Europa (Manchester Utd, Tottenham), da alcune squadre della nostra serie A (Napoli,Torino), ma è notizia odierna del suo arrivo ufficiale alla corte di Emery al PSG. Questo trasferimento potrebbe essere catastato in due modi:

Rampa Di Lancio
Thomas Meunier potrebbe diventare seriamente uno dei migliori terzini europei grazie alla sua proposizione offensiva e alla naturale compostezza difensiva dopata anche dalla sua predisposizione fisica. Ricorda moltissimo Ivanovic per caratteristiche fisiche e tecniche, ma gli potrebbe anche essere superiore grazie alla sua abilità in dribbling e al suo destro molto più educato. Se questa evoluzione si compiesse, nessuno lo potrebbe fermare nell’accasarsi a squadre di maggior rilievo (Bayern,Barcellona,Real) per poter vincere qualcosa di più importante che la Ligue One. If not…

Punto D’Arrivo
A vivere sui se, sui ma, sui “però potrebbe diventare”, purtroppo nessuno ha mai costruito le sue fortune (cit. Balotelli anche se non è questo il caso). Per adesso Thomas Meunier è un ottimo terzino destro, che potrebbe fare il suo compitino in qualsiasi squadra europea, non allontanandosi dagli standard minimi di efficienza. La pressione di essere in un “Top Club” potrebbe risucchiarlo, e da “stella futura” potrebbe trasformarlo in “meteora incompiuta” che ha toccato il suo punto più alto con questo trasferimento.

Ai posteri l’ardua sentenza.