Questa storia parte da lontano, esattamente dal fiume Mosella che bagna il gran ducato del Lussemburgo, ove il giovanissimo Pierre Castagne propone un calcio offensivo nelle sue corde, uno di quei talenti fiamminghi che ha dedicato la sua vita all’aspetto amatoriale della sfera di cuoio: due premi come miglior giocatore della provincia lo includono nella ristrettissima cerchia dei nomi da ricordare per oneri sportivi nella determinata regione, e se buon sangue non mente il biondissimo Tim non si allontana dalle tracce paterne. Tra i due, le differenze sono per lo più di ruolo, con Pierre che al culmine della sua carriera occupava il ruolo di trequartista, mentre il figlio subisce trasformazioni già dalle sue prime gare ufficiali con un settore giovanile; i bianco-verdi del Royal Excelsior Virton firmano Timothy Castagne alla tenera età di 11 anni (talento classe 95), facendolo ruotare nel ruolo di mediano e difensore centrale, scelta dovuta alle sue caratteristiche fisiche.

Sarebbe ingiusto non evidenziare i miglioramenti tecnici ottenuti nei 5 anni al Virton, ma sarebbe oltraggioso pensare che Castagne sia sempre stato un giocatore “ordinato”: Dimitri De Condè (selezionatore U17 del Genk) lo osserva e gli fa firmare il primo contratto professionista, rischiando notevolmente sulle potenzialità calcistiche del ragazzo; basti pensare a quanto fosse “maleducato” il suo destro e di quanto le diagonali difensive non fossero prima il suo punto di forza. Con alle spalle Franco Iovino, agente italo belga che supervisionerà da lì in poi le sue prestazioni sportive, la frenetica vita di Castagne diventa molto più regolarizzata: dagli allenamenti mattutini al centro federale di Sart Tilman, ai viaggi in corriera per lo studio a Liegi (dove frequenta scuole secondarie con indirizzi scientifici), fino ad arrivare agli allenamenti con la prima squadra grazia all’apparizione di Mario Been nel giugno del 2014; personaggio intrigante e di origini olandesi Been, amante delle coste italiane (centrocampista del Pisa negli anni 80), fu l’allenatore della prima squadra del Genk che fece esordire Castagne in prima squadra, scelta azzeccata che però gli fu fatale ai fini della riconferma come allenatore (in seguito siederà sulla panchina dell’Apoel Nicosia).

E’ maledettamente strano che un difensore abbia come proprio idolo un attaccante, ma Castagne risulta ancora l’eccezione che conferma la regola, lasciandosi impressionare dalle gesta che un numero 14 francese scandisce all’Higbury Park di Londra (neanche ad immaginare quale sia la sua squadra preferita): il suo nome è Thierry “Titì” Henry e diventa l’oggetto da consacrare in casa Castagne quando padre e figlio decidono di osservare meglio i movimenti degli attaccanti per poterli predire in zona difensiva; dall’altro lato Castagne incomincia a vedere il suo futuro sempre più limpido, quando riesce ad integrarsi emotivamente con la retroguardia del Genk del 2015 con in panchina uno dei suoi “padri calcistici”, Alec McLeish. Insieme a Kara Mbodi e Christian Kabasele, compongono tre quarti di una delle difese meno perforate dell’anno 2015/2016 della Jupiler Pro League: i miglioramenti sono totali sull’aspetto difensivo dove riesce con i suoi 185 centimetri ad erigersi verticalmente sugli avversari con la sua forza fisica, cercando di nascondere i problemi nell’accellerazione nel breve grazie ad una intelligente lettura dell’azione difensiva; offensivamente, gli allenamenti nel biennio con l’Under 16 con cui si laurea campione di Belgio con Gilles Thiriot, fanno intravedere tutta la personalità dapprima inespressa, grazie agli accorgimenti nel calcio col piede destro, ma soprattutto nelle sovrapposizioni e negli uno contro uno a testa alta contro il difensore. Con il vaporetto Genk colleziona 99 presenza, con 3 goal e 4 assist, includendo anche le 10 ottime apparizioni in Europa League lo scorso anno in cui ha collezionato due gol e un tratto di penna sul suo nome da parte di tutti gli addetti ai lavori del calcio europeo.

La Dea ha ufficializzato 4 giorni fa il suo acquisto, sostituendo il partente (direzione Milan) Andrea Conti: con questa mossa l’Atalanta piazza un grandissimo colpo di prospettiva europea, sostituendo un giocatore fondamentale, con un altrettanto talentuoso terzino/esterno destro; se pensiamo che tutto ciò avverrà alla modestissima cifra di 6 milioni, la dirigenza bergamasca sembra aver segnato un grande colpo lungimirante per il percorso tecnico-tattico della rosa. Oltre alla presenza continua e costante del padre, Castagne verrà raggiunta dalla fidanzata Camille Melon, una coppia di persone riservate che non ha mai fatto segreto di voler tenere la loro vita privata lontana dalle telecamere che assalgono il calciatore: questa sarà una grande opportunità per Castagne di guadagnarsi una chiamata per i mondiali del 2018, con la selezione fiamminga che lo ha richiamato solo per le partite con la selezione Under 21.