Dopo la sosta per le nazionali riparte la Prem’er Liga russa e lo fa riportando in vetta al campionato lo Zenit San Pietroburgo che batte l’Arsenal per 3-1 a domicilio. Il Coronavirus inizia a fare però i primi danni e le falle del sistema iniziano a venire a galla sperando che sia solo un piccolo intoppo. Vediamo però chi scende e chi sale al termine della settima giornata.

FLOP 3

3) ARTUR NIGMATULLIN (ARSENAL)
La stagione dell’Arsenal si sta rilevando parecchio complicata e la zona playout resta una triste realtà. La trasferta di San Pietroburgo non era certamente delle più abbordabili e la salvezza giallorossa non passava dalla Gazprom Arena, ma forse con un Nigmatullin non così permissivo la squadra di Tula avrebbe potuto fare meglio. Il portiere è stato subito protagonista in negativo con un pessima respinta sul sinistro da fuori di Krugovoy che ha permesso a Mostovoy di sbloccare il risultato e poi non è esente da colpe nemmeno sulle altre due marcature. Abbocca clamorosamente alla finta di tiro di Dzyuba e su debole sinistro di Erokhin va molle e non riesce a respingere. Giornata decisamente da dimenticare.

 

2) NIKOLAY KOMLICHENKO (DINAMO MOSCA)
Il mercato non è ancora finito e la Dinamo Mosca dovrebbe pensare ad acquistare un grande centravanti se vuole fare il salto di qualità definitivo. Komlichenko continua a essere un corpo estraneo alla squadra e contro il Rubin è riuscito anche a farsi espellere. In tre minuti riesci prima a litigare con l’arbitro dopo un fallo in area di rigore e poco dopo completa l’opera sferrando una violenta e insensata gomitata a centrocampo ad Abildgaard. L’arbitro Lapochkin lo grazia estraendo il secondo giallo e non il rosso diretto limitando così la squalifica, ma nella sostanza ha lasciato in dieci i moscoviti sia nei primi cinquanta minuti nei quali era in campo che nei successivi quaranta causa la sua espulsione.

 

1) ROTOR-KRASNODAR
Era prevedibile e purtroppo è arrivata la prima partita rinviata per Coronavirus. Sono ben sette i giocatori del Rotor trovati positivi al virus che sta mietendo vittime in tutto il mondo e i casi a Volgograd sono tremendamente aumentati. La Federazione russa però ha le sue colpe, tanto che l’annuncio ufficiale è arrivato solo a pochi minuti dall’inizio della partita, con alcuni tifosi già all’interno dell’impianto. La società di casa sembra non aver inviato in tempo la modulistica richiesta dai massimi dirigenti del calcio in Russia e addirittura si sta valutando la vittoria per 0-3 a tavolino del Krasnodar. L’ipotesi sta diventando sempre più concreta, tanto che il Rotor ha già avviato il risarcimento dei biglietti ai tifosi. Se questo dovesse capitare sarebbe un’enorme sconfitta per tutto il movimento e, dopo il triste Sochi-Rostov della passata stagione, per la Prem’er Liga è un altro brutto segno di inadeguatezza.

 

TOP 3

3) ERIC BICFALVI (URAL)
Da tre anni e mezzo Eric Bicfalvi è il simbolo dell’Ural e anche contro il Khimki è partita dal numero dieci la riscossa arancione. In un importantissimo scontro salvezza sono arrivati tre punti fondamentali per la squadra di Yekaterinburg e il rumeno ha timbrato la sua personale doppietta. Freddissimo dal dischetto per spiazzare Lantratov ed è suo anche un perfetto
colpo di testa a deviare in rete un corner di El Kabir. La neopromossa continua a rimandare l’appuntamento con la prima vittoria, ma con il dieci di casa così ispirato c’era davvero poco da fare.

 

2) SOSLAN DZHANAEV (SOCHI)
Il Sochi è la grandissima rivelazione della stagione e la vittoria a Grozny contro l’Akhmat ha fatto sì che la squadra si trovi al secondo posto a un solo punto dallo Zenit. Nel Caucaso però è stata una partita molto complicata e difficile e per ottenere i tre punti scaturiti dal gol del sempre verde Noboa c’è stato bisogno del miglior Dzhanaev. L’esperto portiere ex Rubin si è superato in varie circostanze con interventi da campione, in particolar modo quando è riuscito a smanacciare in corner il destro a giro di Ismael indirizzato proprio all’incrocio dei pali. Il Sochi ora è l’unica squadra di Prem’er Liga senza aver ancora subito una sola sconfitta e la solidità difensiva è dettata anche da una sicurezza fra i pali.

 

1) IGOR AKINFEEV (CSKA MOSCA)
Mosca ha tanti derby, ma quello tra Cska e Spartak è sicuramente il più atteso e il più spettacolare e anche in questa occasione non ha deluso. Le polemiche non sono mancate, tanto che Domenico Tedesco è stato più volte redarguito dall’arbitro, anche se in alcune situazioni aveva ben ragione a infuriarsi. Il Cska ha portato a casa la stracittadina rimontando lo 0-1 nato dal capolavoro di Ponce, ma se lo Spartak ha segnato solo una rete il merito è soprattutto di Igor Akinfeev. Lo storico portiere della nazionale russa ha ormai dedicato il suo finale di carriera solo ai rossoblu e nelle gare importanti è in grado di dare un contributo decisivo. I biancorossi hanno avuto molto di più il pallino del gioco e han creato tante occasioni da gol, ma il Capitano ha fatto buona guardia con interventi super, mentre dall’altra parte il collega Maksimenko si prendeva una giornata no. A trentaquattro anni la classe è rimasta intatta.