Antonio Blanco entra in pianta stabile tra i blancos, quelli grandi. Il gioco di parole è banale, non lo è invece l’ingresso del canterano del Real Madrid nella rosa guidata da Zidane. L’esordio arrivato nel pareggio esterno con il Getafe gli ha permesso di mostrarsi per la prima volta nella massima competizione spagnola, la titolarità a Cadice ha confermato la sensazione che questo ragazzo sia già pronto per il grande salto.

Dal Castilla in Segunda B alla Liga con la stessa camiseta, da Raul a Zidane con la stessa personalità. Con il 31 sulle spalle, al Ramón de Carranza di Cadice si è presentato tirando un bolide potente ma impreciso da più di 30 metri dopo due minuti di gioco; al decimo ha servito Marcelo con un palla tesa e tagliata mettendolo in condizione di crossare dal lato corto dell’area di rigore. Le qualità sono evidenti, con Miguel Gutierrez è tra i talenti più promettenti della Fabrica, motivo per cui Zidane e Raul hanno deciso di tenerlo a Madrid nonostante le undici offerte recapitate in questi mesi al club blanco.

Antonio Blanco
U-17 Finals ENG-SPA – Varazdin, Croatia 19.05.2017., Varazdin, Croatia   PUBLICATIONxINxGERxSUIxAUTxHUNxONLY SanjinxStrukic PIXSELL

Dunque non è soltanto il nome a far presagire che Antonio Blanco sia un predestinato del club più titolato del mondo. Lui, nato a Montalbán, vicino Cordoba, è un andaluso trapiantato a Madrid da quando ha 13 anni; evidentemente sa cosa significare essere un blanco e si presenta nello spogliatoio dei pluricampioni d’Europa (e di un numero considerevole di altri trofei) con un discreto Palmares. A vent’anni ha già festeggiato una Uefa Youth League nell’incredibile spedizione del Real della passata stagione, un Europeo U17 e uno U19 con la nazionale spagnola.

La posizione 

Chiariamo. La titolarità contro il Cadice e il probabile utilizzo anche nelle prossime gare sono dovuti alle assenze di Kroos, Modric e Valverde. Antonio Blanco è però riuscito a superare nelle gerarchie un veterano come Isco, forse meno adatto al 3-4-3 disegnato da Zidane in Andalusia. Il canterano è stato per tutta la gara la spalla di Casemiro, proponendosi nell’impostazione del gioco e aiutando spesso il brasiliano in fase di rottura.

Con il Castilla occupa la posizione più vicina alla linea di difesa, come perno basso di un centrocampo a tre. A Cadice però ha dimostrato di saper giocare anche a due concludendo la sua prima esperienza da titolare con 59 passaggi riusciti e una percentuale di precisione del 91.5%. Insomma c’è un motivo se sia Zidane che Raul hanno deciso di trattenerlo a Valdebebas nonostante le offerte. A Madrid lo chiamano “El Kroos de Raul”, ma l’impressione è che ormai il suo tempo con il Castilla sia terminato.