Non è stata una stagione facile per Ter Stegen che però ha sfruttato la Supercoppa Spagnola per ricordare a tutti il suo livello. Fin qui era stato ricordato per i suoi svarioni, anche piuttosto pesanti, nelle incomprensioni con la difesa in occasione dei pesantissimi gol subiti contro Atlético Madrid e Deportivo Alavés dove era stato totalmente da rivedere.

In una stagione per lui cominciata in netto ritardo per via di un infortunio, serviva una partita in grado di riportarlo all’altezza della sua reputazione, ossia quella di uno dei migliori cinque portieri al mondo. E in Supercoppa Spagnola contro la Real Sociedad è giunto quel momento: è lui la figura della prima semifinale, una costante per il Barcellona in tutti i 120 minuti e anche nella serie finale dei calci di rigore.

Alcune parate sono state incredibili, una su un colpo di testa ravvicinato, un altra su un tiro da fuori di Merino, più vari faccia a faccia vinti più o meno contro tutto l’attacco, in particolare sul contropiede dominante di Januzaj, fermato solo dal suo strepitoso riflesso, poco prima di vedersi negare un vero gioiello su calcio di punizione. Poi ai calci di rigore ha lasciato ancora il segno andando a parare i primi due tentativi della Real, che da lì si è ritrovato la strada in salita.

Non tanto il primo, ma il secondo è stato fondamentale: perché nel mezzo era arrivato anche l’errore di De Jong, e rispondere nuovamente con un grandissimo intervento ha scoraggiato anche merino che poi ha colpito il palo nel tentativo successivo. Alla fine la rete decisiva è di Riqui Puig ma è chiaro che la firma su questa qualificazione alla finale è tutta di Ter Stegen, il portierone ritrovato che permetterà al Barça di giocarsi un titolo nel weekend, forse in un Clásico qualora il Real domani dovesse battere l’Athletic. La maniera migliore per provare a raddrizzare una stagione partita malissimo per il Barcellona, ma che nelle ultime settimane sta trovando le principali soddisfazioni dell’ultimo anno.