Il campionato russo è ripreso nonostante qualche problema ancora legato al Coronavirus, su tutti i casi di Rostov e Dinamo Mosca. Il ritorno alla normalità è dunque ancora lontano, ma il dominio dello Zenit non è di certo cambiato. La capolista si sta avviando sempre di più alla conquista del secondo titolo consecutivo e lo 0-4 imposto alla Veb Arena contro il Cska non ha lasciato repliche. Grande prova di tutta la squadra, con uno Dzyuba inarrestabile, ma a prendersi le luci della ribalta è stato Malcom. Il brasiliano ha vissuto una stagione altalenante e dopo l’esordio ad agosto contro la Dinamo ha dovuto fermarsi per un infortunio all’anca che lo ha tenuto fuori per diversi mesi. Il 2020 avrebbe dovuto essere il suo anno e dopo aver ripreso confidenza con il campo è andato a segno nel trionfale 7-1 all’Ural per la prima volta da quando è in Russia. La pandemia ha bloccato tutto, ma al ritorno è stata una sua doppietta a rendere straordinaria la grande classica contro il Cska. Prima ha concluso una splendida azione corale e poi con un sinistro fortissimo carico di effetto ha battuto Akinfeev iniziando così a ripagare la grossa spesa economica effettuata in estate dalla società.


Dopo gli anni nelle giovanili con il Corinthians è stato catapultato in Europa nel gennaio 2016 grazie ai francesi del Bordeaux. Con i Girondini l’avventura è iniziata con qualche difficoltà, ma la stagione di grazia fu quella 2017-18. La squadra era partita senza grosse pretese con l’obbiettivo di salvarsi il prima possibile, ma grazie alle giocate del sudamericano iniziò a scalare la classifica fino a ottenere un inatteso sesto posto che valse la qualificazione in Europa League. Malcom aveva stregato tutti e in quell’estate iniziò una tremenda trattativa di mercato tra svariati club. Inizialmente era l’Inter la squadra più vicina al suo acquisto, ma poi si inserì la Roma e il 24 luglio le due società annunciarono di aver trovato un accordo. Tutto fatto? Nemmeno per sogno, perché all’ultimo momento si inserì il Barcellona e ai blaugrana non si può proprio dire di no. Con un’offerta pazzesca di oltre quaranta milioni prese la strada della Catalogna, lasciando l’amaro in bocca al popolo giallorosso.


In Spagna però fu chiuso dalla presenza di grandissimi campioni e non riuscì mai a entrare nel meccanismo di Ernesto Valverde che lo relegò sempre più in fondo nelle gerarchie. Riuscì comunque a segnare due reti di prestigio contro l’Inter in Champions League e il Real Madrid in Copa del Rey, ma dalle parti del Camp Nou non c’era più spazio per lui. L’ambizioso Zenit decise quindi di puntare su di lui e ora che il peggio sembra passato è pronto a diventare il re di San Pietroburgo.