Harakiri Valencia all’Estadio El Sadar di Pamplona dove l’Osasuna riesce a pareggiare 3-3 dopo essere stato sotto per ben tre volte e, soprattutto, successivamente al calcio di rigore fallito da Daniel Parejo. Le due squadre che hanno cambiato tre allenatori a testa in questa stagione disputano una partita che può essere presa come manifesto per entrambi i team: attacco esaltante ma fase difensiva più che rivedibile; nel particolare è quella degli ospiti che continua a scricchiolare terribilmente. Un punto a testa e nessuno è contento ma, almeno, i padroni di casa possono ricevere la giusta spinta emotiva per provare a raddrizzare una stagione che, dopo 17 gare, è stata disastrosa.

Mario Suarez difensore centrale, esperimento bocciato – L’allenatore ad interim del Valencia, Voro, ha provato a dare solidità al reparto arretrato schierando l’ex centrocampista della Fiorentina, Mario Suarez, nell’insolito ruolo di difensore centrale: i risultati sono stati disastrosi. In occasione del primo gol subito lo spagnolo ha cercato di stoppare un pallone in area e ha combinato un pasticcio regalando a Riera il più facile dei gol; sul gol che ha sancito il pareggio finale non è riuscito ad opporsi ad un lanciatissimo Clerc. La sua gara è stata anche condizionata da un cartellino giallo preso dopo neanche 10 minuti il che non ha sicuramente aiutato l’ex Atletico Madrid.

Il Valencia dei debuttanti – Nonostante la rimonta è da premiare il coraggio dimostrato da Voro nello schierare, senza timore, diversi esordienti. Carlos Soler Barragan ha effettuato il suo debutto dal primo minuto in Liga: il centrocampista classe ’97 aveva già disputato alcuni minuti entrando a partita in corso. Nella ripresa il tecnico spagnolo ha deciso di inserire il laterale sinistro, sempre del 1997, Antonio Latorre: scelta incredibilmente azzeccata poiché sul 2-2 il terzino ha effettuato una diagonale precisa e pulita salvando gli ospiti dal tracollo. Nel finale c’è stato anche spazio per Sito Pasqual: il centrocampista del ’96 è rimasto in campo per poco più di 5 minuti. Il futuro di una squadra in crisi come il Valencia passa soprattutto dai giovani.