Ci sono giorni migliori, in cui essere sul tetto del Belgio è solo frutto di coincidenze iniziali, in cui la fortuna sembra girarti attorno in cerca del tuo affetto, giorni che sembrano non voler mai finire: questo potrebbe toccare minimamente lo Charleroi, squadra della Jupiler Pro League, che insieme al Club Brugge si sta avventurando alla ricerca di una posizione elitaria in campionato; potrebbe toccare minimamente perchè la forza di questo gruppo non può essere descritta come figlia del fato, ma semplicemente un percorso in divenire descritto dalle sapiente mani di Felice Mazzu (origini italiane per il talentuoso 52enne in panchina, avendo toccato il suo corpo le sacre sponde della Calabria per poi emigrare in Belgio a causa di questioni lavorative paterne).

Una storia tra Mazzu e lo Charleroi nata nel 2013, dopo l’esonero di mister Peruzovic: Mazzu veniva da un’esperienza pluriennale con il White Star in cui in 3 stagioni riesce a riportare la squadra in 2° divisione, lo Charleroi ha bisogno di qualcuno in grado di farsi rispettare nello spogliatoio diviso dopo la disavventura del 12° posto; è qui che nasce l’idilliaco rapporto tra Mazzu e lo Charleroi, che ad oggi sostiene due ottimi 6° posti, un 8° ed un 9° alla prima stagione.

La squadra, nota per non essere una delle regine del mercato belga, ha dimostrato sapientemente negl’anni di riuscire a costruire rose competitive anche non distribuendo danari alle concorrenti nazionali ed internazionali: è ormai storia, che anche nell’anno sportivo che si sta svolgendo, le “noir” di Charleroi abbiano acquistato 4 calciatori, di cui 3 senza contratto ed uno in prestito dall’Anderlecht; i colpi di Mehdi Bayat (giovanissimo dirigente sportivo dello Charleroi) sono diventati motivo di vanto per la società, che negl’anni è sempre riuscita a valorizzare ogni sorta di calciatore (vedasi quest’anno Damien Marcq, terza cessione più ricca della storia dello Charleroi). Oltre ai nuovi valori portati dal vento estivo del mercato, l’aver trattenuto giocatori come Willems (difensore centrale in orbita nazionale,purtroppo momentaneamente infortunato al ginocchio), Benavente (trequartista spagnolo che riesce ad accendere la lampadina in una squadra con poca fantasia) e soprattutto Pollet (non ci sarebbe nemmeno da parlare del suo apporto offensivo in quest’ultimi due anni), è diventato il segnale forte di una società che cercherà di stabilizzarsi negl’anni seguenti a ridosso delle prime posizioni: uno degli effetti benefici del cambio di modulo da parte di Mazzu, è stata soprattutto intravista in queste prime 5 partite, con il passaggio dal 4213 al 442 che ha garantito una quadratura maggiore di tutta la squadra; diviene facile accorgersi della riduzione del numero di gol subiti da parte della squadra, che riesce a contenere meglio le sortite avversarie anche grazie ad una distanza minima tra centrocampisti e difensori in fase difensiva.

Fondamentali sono diventati nel gioco di Mazzu la coppia di centrali di centrocampo, ovvero il 22enne francese Ilaimaharitra, accompagnato dalle sapienti disposizioni di Diandy, 26 senegalese da 4 anni in squadra: i due sono la coppia di centrali con il rapporto contrasti vinti/persi più alto della Jupiler Pro League, statistica che ci permette di capire anche le notevoli riduzioni di ritorni in difesa delle due punte offensive; le spalle coperte in fase difensiva, permette dapprima a Pollet e poi al nuovo acquisto Rezaei (proveniente dal campionato persiano), di involarsi in contropiede senza dover preoccuparsi di tornare indietro a dare una mano alla squadra. Ultima, ma non per importanza, è la nuova coppia di ali che è stata messa a disposizione di mister Mazzu per portare lo Charleroi su vette inesplorate: il prestito con diritto di riscatto che ha permesso al giovane Lukebakio di trasferirsi dall’Anderlecht allo Charleroi non può che essere descritta positivamente, poichè il giovane proveniente dalla RD del Congo sta facendo faville in campionato grazie a 2 gol ed 1 assist nelle 4 partite disputate; se a destra il viso è nuovo, a sinistra la costanza di Baby sulla fascia è ormai divenuta nota agli addetti ai lavori, semplificando il tutto con l’accettazione del ruolo di leader per il 28enne francese.

Grazie a tutto questo, e ai proventi ottenuti dal fato da parte di mister Mazzu, lo Charleroi si è imposto con una serie di vittorie ormai arrivata a 5, con il secondo miglior attacco e la seconda miglior difesa, rispettivamente 12 e 4 gol: da sottolineare è soprattutto la grande prova di forza ottenuta in casa contro due squadre innalzate ad inizio stagione come probabili vincitrici del titolo come Anderlecht e Zulte Waregem; se con l’Anderlecht il monologo dello Charleroi ha prodotto un 2-0 netto con le reti di Baby e Benavente, molto più difficile ed emozionante è stato superare nei minuti finali lo Zulte che conduceva fino all’88esimo per 1-2, con una rimonta nata grazie alla realizzazione di Baby ma soprattutto a quella di Rezaei, che ha fatto urlare lo stadio con il gol decisivo al 94°. Sicuramente le ottime prestazioni da parte dello Charleroi indirizzano tutti verso un percorso in discesa dei “noir”, ma sappiamo bene che il gioco aggressivo e veloce di questa squadra può essere una lama a doppio taglio nello scacchiere di Mazzu: solamente lui dovrà dimostrare ancora una volta di tenere motivazioni alte nello spogliatoio, luogo in cui ogni squadra può decidere (anche inconsapevolmente) delle sorti positive o negative del proprio percorso.