Guardando alle statistiche dettagliate della sfida fra Wolfsburg e Friburgo, si potrebbe pensare solamente una cosa: il risultato maturato alla Volkswagen Arena è più che ingiusto. Eppure, anche se fosse così, a vincere sono sempre i fatti e in queste 10 stagioni alla guida del Friburgo il “maestroStreich ha dimostrato di essere uno degli allenatori più concreti non solo della Bundesliga, ma anche di tutto il calcio europeo.

Il 2-0 ottenuto in casa del Wolfsburg, infatti, non è altro che l’ennesimo premio all’incredibile inizio di stagione di una delle compagini più sottovalutate del calcio tedesco, il Friburgo: una squadra che, guardando solamente alla rosa e agli investimenti effettuati dalla società negli ultimi anni non dovrebbe assolutamente competere per un piazzamento europeo e che, invece, è ad oggi l’unica squadra imbattuta di tutto il campionato. Meglio di Bayern Monaco, Borussia Dortmund, Lipsia Bayer Leverkusen, che invece di soldi sul mercato ne hanno spesi eccome. Streich, tuttavia, ha confermato ancora una volta l’importanza di un gruppo compatto, unito e determinato a raggiungere un obbiettivo che secondo la maggior parte degli addetti ai lavori è quasi impossibile: la Champions League.

Anche il Wolfsburg ambisce a riqualificarsi alla Champions League: la squadra, dopotutto, è molto competitiva, con alcuni giocatori di alto livello come Mbabu, Arnold e soprattutto Weghorst, la cui mancanza si è sentita tantissimo nel match con il Friburgo. Senza il suo gigante olandese, infatti, la squadra di Van Bommel non è riuscita a concretizzare la grande mole di occasioni create, colpendo un palo e tirando dall’interno dell’area di rigore ben 13 volte, contro le 7 del Friburgo. Eppure, a segnare 2 gol e a portarsi a casa 3 punti importantissimi è stata proprio la squadra del Baden-Württemberg.

Il Wolfsburg, quindi, dovrà ritrovare la miglior condizione, anche perché con quella subita oggi le sconfitte consecutive sono diventate quattro. Al contrario, il Friburgo può esultare e godersi un Streich in versione “miglior allenatore di Germania“.