C’era una volta, non molto tempo fa, una bellissima favola. Circa un anno fa, era il 18 gennaio 2017, la squadra di una città nota in passato per gli insediamenti e le influenze bulgari si era infatti guadagnata la seconda posizione in Super League. Restava l’Olympiakos in testa, ma il solo fatto di primeggiare davanti a PAOK, AEK e Panathinaikos era un gran traguardo da celebrare per una matricola che mai nella sua storia aveva fatto così bene. La ricetta era semplice: gruppo coeso, identità chiara, le tattiche di un Razvan Lucescu che il mondo cominciava a conoscere non in quanto figlio del più famoso Mircea, un bomber come Hamza Younes che a fine anno avrà 19 marcature sulla coscienza. Certo, col tempo si sarebbe sfaldata, tanto che a fine stagione sarebbe finita al sesto posto dovendo rinunciare alle coppe. Ma per un secondo ha in ogni modo dato l’impressione di poter sovvertire l’ordine in Grecia. Xanthi, Ξάνθη in greco, Скеча in bulgaro, stava vivendo un autentico magic moment quando, per l’appunto, il 18 gennaio era arrivato il 3-1 casalingo sull’Atromitos. Se fino ad allora era terra nota per l’aver dato i natali alla filosofia (Democrito, Protagora e Anassarco), ora aveva anche un’accezione calcistica.

A un anno di distanza tutto è cambiato, ma lo Skoda Xanthi è al momento sesto così come alla fine dello scorso campionato. La nuova riforma sull’accesso alle coppe europee ha declassato la Grecia (le prime cinque squadre andavano ai preliminari, ora soltanto le prime quattro), fattore che diminuisce le chances dei biancorossi, ma sul campo il discorso è un altro. Reagire positivamente a qualche cessione eccellente (Younes su tutti, ma pure il ritiro di Lazic e il passaggio di Vasilakakis all’Atromitos) non sarebbe stato un compito privo di insidie, anzi: volti nuovi e soprattutto Milan “Mima” Rastavac in panchina al posto di Lucescu volato a Salonicco per mettersi alle dipendenze del PAOK. L’ex tecnico della Serbia U23 è ripartito dall’eredità trovata procedendo sullo stesso filone, 4-2-3-1 compatto e pochi volti nuovi. Nell’ultima gara contro il Platanias, soli tre: il terzino sinistro Casado, arrivato dal Saragozza, l’ala Boula dal Kissamikos in estate e una punta slovacca arrivata da Cracovia. Erik Jendrisek era l’ennesimo progetto di un talento incompiuto: 4 reti in 17 gare nel ’14-’15, 13 in 35 l’anno successivo e una sola marcatura in 31 apparizioni fino all’estate 2017. Una scommessa, con tutto il rischio annesso e connesso. Jendrisek era destinato a ben altri lidi, visto che in Germania più di un club pareva deciso a puntare su di lui (Hannover 96, Kaiserslautern, Schalke 04, Friburgo, Energie Cottbus). Ha deluso, e così ha cercato di rifarsi una carriera partendo dalla Grecia, terra di conquista per ex prodigi nonché possibile centro di smistamento talenti in grado di dargli un’ultima chance. Allo Skoda ha già messo a segno 19 reti, tra cui 8 in Super League che lo rendono il capocannoniere al pari di Ansarifard dell’Olympiakos e Prijovic del PAOK. Certamente la formazione di Rastavac avrà bisogno dei suoi gol per continuare la scalata. Grazie al suo bomber slovacco, la Regina di Tracia (soprannome del club) ha messo in cascina otto fondamentali punti.

Contro il Platanias, però, sono stati messi in luce anche i difetti dello Skoda, squadra che al 78′ era sul 3-0 e s’è fatta quasi rimontare subendo due reti in nove minuti. Il calo c’è, inevitabile, ma già dopo 3′ la squadra ospite ha rischiato di passare in vantaggio con Dimoutsos fermato solo da un grandissimo recupero provvidenziale di Lisgaras. Al 27′ ecco la prima rete in 159 presenze per il terzino sinistro Baxevanidis, poi calma piatta in una Skoda Arena non propriamente gremita di pubblico. La doppietta di Jendrisek pareva mettere sotto chiave la gara, ma un intervento di Fliskas su N’Sikulu ha mandato il numero 10 del Platanias dal dischetto: 3-1 e gara riaperta, ancor più all’88’ con l’attaccante Petropoulos. E chissà che sarebbe successo se il subentrato Grzelczak avesse sfruttato meglio la chance capitatagli al 92’…

Il tabellino:
Skoda Xanthi (4-2-3-1): Zivkovic; Baxevanidis, Fliskas, Lisgaras, Casado; de Lucas (dal 61′ Fasidis), Mejía; Boula (dall’82’ Sylla), Lucero (dal 46′ Camara), Triadis; Jendrisek. All: Rastavac
Platanias Chania (3-5-2): Kljajic; Vanderson, Dikamona, Karypidis; Rahman Oues (dal 68′ Papanikolaou), Dimoutsos, Ellong (dal 68′ Grzelczak), Malsa, Korovesis; Petropoulos, N’Sikulu. All: Roca
Reti: 5′ rig. e 78′ Jendrisek, 27′ Baxevanidis, 80′ rig. N’Sikulu, 88′ Petropoulos. Ammoniti: Lisgaras, Zivkovic (X). Arbitro: Mantalos