Lui “lo stagno” l’aveva attraversato 15 anni fa per la prima volta, lasciando a casa un tipo di passioni da vivere in un secondo momento. Quel secondo momento è arrivato ora: Filipe Luis è un nuovo calciatore del Flamengo, la squadra del suo cuore.

Si è già detto molto sulla pubblicizzazione del suo ritorno in Brasile, sulla foto postata da lui con suo nonno, sulle belle parole spese per dire quanto stavolta fosse vero che sognava di vestire quella maglia sin da bambino.

Ha rifiutato anche club importanti o offerte da campionati esotici per firmare un nuovo contratto dopo che era finito tra gli svincolati. Parole e gesti che suonano bene in bocca a un carioca, meno a un catarinense. Sono più di 1.000 i Km che separano la sua casa da Rio de Janeiro, in una strada da nord a sud in cui si passa anche per la rivalissima São Paolo.

Filipe Luis il Brasile come detto lo ha lasciato 15 anni da giocatore della Figueirense, la squadra di Florianópolis, non lontana dalla sua Joinville. Una terra il Santa Catarina meno calcistica rispetto a Rio, per quanto negli ultimi anni abbia avuto diverse squadre nel Brasileirão. Ed ecco che così si spiega la scelta di cuore del Flamengo, lontana da casa ma comunque viva nelle passioni di famiglia. D’altronde assieme al Corinthians è il club più tifato del Brasile ed è normale trovare tifosi sparsi per tutto il Paese.

L’obiettivo è quello di regalare alla sua squadra del cuore una gioia che manca da prima della sua nascita. L’ultima è unica Copa Libertadores del Mengão è datata 1981 è l’occasione di poter tornare a vincere è importante: Luis dovrà aspettare però i quarti di finale, sperando che i suoi nuovi compagni di squadra riescano a battere l’Emelec nell’ultimo turno in cui lui sarà fuori dalla lista.

La Libertadores il sogno più grande, il Brasileirão quello più alla portata: il Flamengo si gioca in uno splendido testa a testa con il Palmeiras il titolo, quello che potrebbe essere il primo vero successo rubronegro di Filipe Luis.

Questione di ambizione ma anche di affetto per una città come Rio de Janeiro che pur non essendo la sua gli ha regalato le emozioni più grandi. L’ultima quella della Copa América vinta proprio al Maracanã, il suo nuovo stadio, per quanto nella finalissima col Perù non sia entrato nemmeno in campo.

Ora un nuovo percorso, quello sentimentalmente più coinvolgente dopo una carriera coronata da tanti successi tra club a nazionale, con l’obiettivo di regalarne uno anche al club del suo cuore.